Umbria on the road 2: i borghi del lago Trasimeno

Sulla scia del primo viaggio in Umbria on the road, quest’anno abbiamo scelto di approfondire la conoscenza di questa regione italiana dedicandoci ad una zona che ancora non conoscevamo: il lago Trasimeno e i suoi borghi.

In generale l’Umbria è una regione particolarmente ricca di borghi medievali e nei dintorni del lago se ne trova una concentrazione interessante e variegata. Li abbiamo visitati in un itinerario di 5 giorni, che sono stati però davvero molto pieni: il nostro viaggio è stato intervallato anche da altre visite (ad esempio alle vicine Perugia, Assisi e Gubbio), ma mi sento di dire che la durata di un itinerario simile è molto relativa da programmare. Come al solito dipende dai tempi di visita di ciascuna località e dalla distanza rispetto al luogo in cui si pernotta.

È stato triste vedere come nella maggior parte di questi piccoli borghi (qui come in altre regioni italiane) siano tante le case in vendita, sintomo di un graduale, inesorabile spopolamento. Il mio invito è quello di andare a conoscerli, con interesse e rispetto, praticando un turismo responsabile che aiuti l’economia locale.

Qui sotto trovi una piccola descrizione di ciascun borgo e le mie impressioni a riguardo (assolutamente soggettive). Molti dei borghi che abbiamo visitato hanno ricevuto il titoli di Borghi più Belli d’Italia. Con la mappa puoi collocarli meglio come posizione e distanze (puoi salvarla cliccando sulla stellina). Iniziamo!


I borghi più belli del lago Trasimeno

Castiglione del Lago

La nostra prima tappa è stata questo piccolo borgo che si affaccia direttamente sul lago e in posizione sopraelevata, offrendo una vista panoramica eccezionale. A Castiglione, che ha ricevuto il titolo di uno dei Borghi più Belli d’Italia, ti consiglio innanzitutto di entrare nella Rocca del Leone. Oltre al suo cortile interno puoi anche fare una gran bella passeggiata sulle mura entrando da Palazzo della Corgna. Le sale di questo palazzo sono affrescate dal Pomarancio e vi si trova allestito un piccolo museo (ingresso a pagamento, piccolo e interessante, ma già solo la vista sul lago dall’alto delle mura vale la pena), che include ritrovamenti di artigianato etrusco. 

Infine camminando per una delle stradine meno battute (sono 3 parallele nel borgo antico) ti imbatterai nella minuscola chiesa di San Domenico, altra tappa consigliata. 


Montecolognola

Siamo finiti in questo microscopico borgo (nemmeno 50 abitanti) un po’ per caso, cercando un posto sulla sponda est del lago per vedere il tramonto. Montecolognola, come praticamente tutti i suoi vicini, è un borghetto medievale: si trova in posizione leggermente sopraelevata rispetto al lago, il che ovviamente regala una vista ancora migliore. Essendo arrivati qui la sera abbiamo trovato tutto chiuso: tuttavia la porta della città, il belvedere e ciò che rimane delle mura sono stati ugualmente molto belli da vedere. 


Magione

Anche Magione è stata una piacevole scoperta. Stranamente non è popolare al pari di altri borghi intorno al lago: personalmente però l’ho apprezzato di più rispetto ad altri che sembravano promettere meglio e invece mi hanno un po’ deluso. Durante una passeggiata serale siamo saliti alla Torre Lambarda, illuminata di sera e riconoscibile sulla cima della collina nel raggio di decine di chilometri.

Mi hanno colpito per la loro singolare bellezza, senza troppi fronzoli, anche la piazza con la torre dell’orologio e il Castello dei Cavalieri di Malta, che purtroppo non abbiamo visto da vicino perché chiuso la sera. 


San Feliciano

Questo borgo di pescatori rappresenta il punto di attracco dei traghetti giornalieri diretti all’isola Polvese. San Feliciano non ha propriamente “qualcosa” di attrattivo, ma è forse nel suo piccolo un’attrazione in sé. Se c’è una cosa che mi porto a casa ancora una volta da questo viaggio è che l’autenticità non ha troppo bisogno di spiegazioni.

San Feliciano è bello visitarlo per come è. Noi ne abbiamo approfittato per una sosta dopo la scampagnata sull’isola. Dal molo dei traghetti parte una tranquilla passeggiata sul lungolago, che permette ad un certo punto di immettersi nel paese salendo per strette stradine a gradoni. In cima a San Feliciano si trova la chiesa del santo omonimo e un panorama niente male sul lago e sull’isola Polvese. 


Isola Polvese

Delle tre isole del lago Trasimeno questa è la più grande. L’isola Polvese è ben collegata alla terraferma via battello da San Feliciano. Sarò sincera, l’isola ci ha deluso, lasciandoci l’impressione di una generale trascuratezza. È possibile accedere ad alcuni locali sparsi sull’isola solo nell’ambito di una visita guidata, organizzata dal Centro di Educazione Ambientale.

Purtroppo ci sono solo due turni al giorno e in orari di fuoco ad agosto. Il clima sull’isola è molto umido, per questo siamo partiti col primo battello la mattina e abbiamo fatto la passeggiata autonomamente: anche questo ha probabilmente penalizzato l’impressione complessiva che ne abbiamo avuto. Nonostante ciò credo che meriti comunque una visita: l’ambiente intorno tradisce antichi splendori, anche se trascurato, ma con una guida preparata si può sicuramente vedere e imparare molto di più. 


Corciano

Questo borgo non si affaccia sul lago Trasimeno, ma rimane più nell’entroterra, sulle colline a nord di Perugia. Corciano appartiene ai Borghi più Belli d’Italia e credo col cuore che meriti davvero questo titolo. Arroccato sulla cima di una collina e protetto da una doppia cinta di mura, Corciano ha edifici bellissimi, è meravigliosamente curato e pieno di vita.

Mi fa sempre un certo effetto immaginarmi la vita quotidiana in un borgo che, come questo, ha tutta l’aria di aver mantenuto il suo aspetto medievale. Eppure non c’è niente di più bello che camminarlo e meravigliarsi di queste piccole cose: le porte cittadine e le mura, ben conservate e/o restaurate, i vicoli a scale che portano nel cuore del borgo, che è anche sempre il punto più alto, il panorama sull’Alta Valle del Tevere che non ha bisogno di aggettivi. È stato uno dei miei preferiti. 


Passignano

Andare a Passignano senza salire al suo castello medievale e prendersi una scompigliata di vento tra i capelli con vista lago è davvero un peccato. Il borgo, anch’esso parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia, è disseminato di notizie sulla sua storia e sui percorsi di maggiore interesse.

La camminata che porta al castello è l’esperienza da fare a Passignano, immedesimandosi nell’impresa richiesta ai concorrenti del Palio delle Barche. Questa gara che si tiene ogni anno in città ad agosto vede affrontarsi le squadre dei vari rioni e consiste nel condurre una barca a remi dal molo fino all’isola Maggiore, rientrare e portarla a spalla su per le stradine fino al castello e poi giù di ritorno (la competizione è un po’ più complessa, ma in soldoni il tema è questo). L’ingresso al castello è a pagamento, il museo delle barche all’interno è quanto di più piccolo e sterile ci sia, ma la salita alla torre e la vista dalla terrazza valgono il biglietto. 


Tuoro

Nelle guide turistiche Tuoro risulta costantemente indicato come una delle città da visitare sul lago: anche in questo caso mi ero creata delle aspettative, che purtroppo sono state deluse. L’importanza turistica di Tuoro verte sul Museo di Annibale, dato che la città è stata teatro della Battaglia del Lago Trasimeno durante la seconda guerra punica, cui ha partecipato il condottiero cartaginese.

Il percorso e il museo dedicati non sono molto ben segnalati e il resto dei punti di interesse di Tuoro si trova sostanzialmente fuori città: Campo del Sole, una mostra di arte contemporanea a cielo aperto nella zona di Punta Navaccia, e la Torre Pendente di Vernazzano, raggiungibile in macchina o con una passeggiata di circa un’ora fuori città. 

Anche Tuoro si trova in posizione sopraelevata rispetto al lago e secondo me vale la pena passeggiarla e godersi il panorama dalla terrazza in prossimità del museo, che spazia sulle colline di ulivi e affaccia sul lago. Da Punta Navaccia partono anche i traghetti per l’Isola Maggiore.


Città della Pieve 

Anche se rimane più lontano dal lago rispetto al resto dei borghi, una visita a Città della Pieve ripaga della strada da fare. Abbiamo avuto la fortuna di trovarci lì nel mese di agosto, notando che qui, come in molti altri borghi del circondario, ogni rione cittadino espone bandiere colorate a rimarcare l’appartenenza ad un determinato quartiere.

Nel caso di Città della Pieve il centro si trova diviso in terzieri, ognuno con stendardi dai colori diversi: Borgo Dentro (gialli e neri) Casalino (rossi, bianchi e blu) e Castello (verdi e neri). I terzieri convergono nella piazza principale, dove si trova la Concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, i patroni della città. Ti consiglio una visita sia alla chiesa (gratuita), dove si trova anche un’opera del Perugino, che alla cripta sottostante.

Sia il percorso dei vicoli che i punti di interesse e i numerosi belvedere intorno alle mura sono molto ben segnalati. Anche in questa città si trova un Palazzo della Corgna, omonimo e precursore di quello di Castiglione del Lago. Le sale affrescate del palazzo, insieme alla Rocca Perugina e ad altre esposizioni sono visitabili unicamente con visita guidata, prenotabile presso l’ufficio turistico a fianco della rocca. Ti segnalo anche il pittoresco Vicolo Baciadonne, un vicolo molto stretto che ha fatto nascere vari pettegolezzi, e la Casa del Perugino, ricordata da una stele in marmo all’angolo nord-est di Piazza Plebiscito, la piazza principale.


Piegaro

A Piegaro abbiamo fatto una sosta molto breve, complice la calura e la chiusura di qualsiasi edificio di interesse. Nel pomeriggio di Ferragosto siamo riusciti a dare un’occhiata al borgo famoso per la tradizione vetraia, di cui è testimone ancora oggi il Museo del Vetro con la sua caratteristica fornace. Oltre al Pozzo medievale e alle ormai familiari stradine e porte cittadine purtroppo non abbiamo potuto vedere molto.


Paciano

Dei borghi visitati durante questo on the road, forse Paciano è stato quello che ho trovato più creativo. Fa parte dei Borghi più Belli d’Italia e alla sua struttura immancabilmente medievale con tre porte d’accesso (Fiorentina, Perugina e Rastrella) unisce altre piccole attrattive prettamente turistiche: nel piccolo centro attraversato da tre strade parallele si trovano infatti sia un Vicolo delle Caramelle (con appesi qua e là grossi dolciumi colorati) e un Vicolo degli Ombrelli (secondo l’ormai popolare modello nato in Portogallo qualche anno fa). Se da un lato l’aggiunta di questi angoli creati ad hoc per essere instagrammabili non centra un fico secco con la cornice medievale del borgo, dall’altro non toglie però nulla all’atmosfera del paesino. Forse aiuta proprio a renderlo particolare e a farlo conoscere.

In giugno per la festa del Corpus Domini il borgo ospita le Infiorate, un’esibizione di composizioni di tappeti di fiori. Guardando con attenzione si può anche notare che a ciascuna via di Paciano corrisponde un fiore diverso disegnato sulla tavoletta in ceramica del numero civico.

Ti segnalo anche l’esposizione Trasimemo, un progetto di raccolte di memorie comunitarie esposto presso Palazzo Baldeschi a Paciano. Purtroppo non sono riuscita a visitarlo perchè il palazzo al nostro arrivo era chiuso.


Panicale

Annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia, Panicale è un piccolo borgo a struttura ellittica, il cui profilo è riconoscibilissimo sulle colline a sud del lago. Entrando dalla Porta Fiorentina è possibile camminare per tutta la lunghezza delle sue stradine e abbracciarne in toto quanto di bello ha: il piccolo castello (non visitabile), la Collegiata di San Michele Arcangelo (ingresso libero), l’Oratorio di San Sebastiano (appena fuori le mura e con ingresso a pagamento, vale molto la pena per il grosso affresco del Perugino al suo interno), il Teatro Caporali (visitabile prenotando una visita guidata all’ufficio turistico in Piazza Umberto I) e le tre piazzette del paese. Prometteva bene anche il Museo del Tulle, ospitato all’interno dell’ex convento di Sant’Agostino fuori le mura, ma che purtroppo abbiamo trovato chiuso.

Se ne hai la possibilità di consiglio anche qui di fare una visita guidata per vedere e capire di più, Panicale lo merita sicuramente.


Montone

Montone si trova più fuoristrada rispetto al resto dei borghi visti finora. Tuttavia, complice il fatto che si tratta di un dei Borghi più Belli d’Italia, lo abbiamo scelto come tappa intermedia il giorno in cui ci siamo allontanati dal lago in direzione nord.

Pur non essendo molto grande per dimensioni, Montone ha un concentrato di edifici storici molto interessanti. Di spicco è il profilo della Rocca di Braccio, quel che rimane (purtroppo poche rovine a cielo aperto) della fortezza voluta da Andrea “Braccio” Fortebracci, popolare capitano di ventura vissuto nel XV secolo. Presumibilmente perchè in concomitanza col mese di agosto, anche per le vie di Montone facevano bella mostra di sè gli stendardi colorati dei tre rioni cittadini (Porta del Borgo, Porta del Monte e Porta del Verziere) che si sfidano tra loro ogni anno durante la rievocazione storica della Donazione della Santa Spina.

A Montone ti consiglio anche una visita al complesso di San Francesco, al monastero di Sant’Agnese e una passeggiata intorno alle mura, ancora ottimamente conservate.



Durante il nostro viaggio siamo tornati anche a Perugia, Assisi e Gubbio, già tappe del mio primo on the road in Umbria un paio di anni fa.

Se hai più tempo puoi considerare una sosta anche a:

  • Castel Rigone
  • Isola Maggiore
  • Citerna
  • Città di Castello

Come ti sono sembrate le tappe di questo nuovo on the road in Umbria? Ne conoscevi già qualcuna? Fammelo sapere nei commenti!

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

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