Slovenia on the road: itinerario di una settimana

Per gli appassionati della natura la Slovenia è una meta da non perdere: piccola e verdissima, con ampie valli e paesaggi che un po’ ricordano le Alpi. Si tratta di un paese che ha fatto del turismo green la sua nuova vocazione, sviluppando una miriade di strutture turistiche sull’intero territorio. A inizio settembre siamo partiti per una settimana on the road, toccando varie tappe in un giro ad anello nella parte occidentale della Slovenia.

Seguiteci in questo itinerario e scoprirete dei posti mozzafiato!

Se non siete mai stati in Slovenia prima d’ora può esservi utile sapere come organizzare il resto del viaggio. Vi lascio innanzitutto alcune info su come spostarsi e alloggiare, senza trascurare cibo e visite😉 Iniziamo!

Consigli di viaggio

Come spostarsi

Il modo più pratico ed economico per viaggiare in Slovenia è senz’altro la macchina. Abbiamo pensato inizialmente di arrivare in aereo e spostarci in autobus o noleggiare un’auto sul posto, ma i voli da qualsiasi aeroporto del nord Italia avevano prezzi a dir poco proibitivi. 
In Slovenia sono attivi i servizi Flixbus, Nomago e Arriva, ma mi sento di dire che l’auto resta l’opzione migliore perché garantisce molta più autonomia su orari e tratte. Le autostrade e le strade in generale sono in ottime condizioni, fate solo attenzione ad attenervi strettamente ai limiti di velocità per via dei continui controlli. Per alcune dritte su come organizzare il bagaglio da viaggio vi rimando a questo articolo.

Dove dormire

Noi abbiamo pernottato in ostelli o B&B, fermandoci di volta in volta un paio di notti e spostandoci regolarmente. Questo ci ha lasciato il tempo sufficiente per godere di ciascuno dei posti che volevamo visitare (avendo almeno un giorno intero a disposizione), ma anche di rimanere flessibili col nostro programma di viaggio. Vi segnalo una location particolare che abbiamo provato durante il nostro soggiorno, e cioè il glamping.  

Qui eravamo a mezz’ora dal lago di Bled. Si tratta di una modalità di campeggio chic, ovvero un modo per stare comodi in una tenda (o casetta di legno) completamente immersi nella natura. Attenzione: non è l’equivalente di un campeggio. Le strutture come bagni e docce possono sì essere condivise, ma il tutto è inserito in un contesto molto meno spartano e decisamente più “elegante” del campeggio.

Se cercate comfort e relax a contatto con la natura (gli spazi della casetta sono comunque piccoli, quindi vige un minimo di adattamento) allora potrebbe essere un’ottima opzione per pernottare da qualche parte in Slovenia.

Dove mangiare

Devo ammettere che mi aspettavo fosse più semplice trovare un buon posto in cui mangiare qualcosa di tipico, o almeno in cui riuscire a fare un pasto ad un prezzo conveniente. Dopo alcuni giorni di piatti pseudo-italiani venduti ad un prezzo che non rispecchiava lontanamente la loro qualità, abbiamo finalmente capito le regole del gioco

La cucina slovena è fortemente contaminata da quelle dei paesi limitrofi: in particolare Italia, Austria e Ungheria. Nelle zone di confine (ad esempio a Kraniska Gora) è stato facile trovare Gulasch o zuppe di carne e verdure, mentre altrove ci si riproponevano più o meno sempre gli stessi wurstel, crauti e patate. Quindi è difficile parlare di cibo tipico sloveno perché non è possibile definire cosa sia “tipicamente” sloveno. Si mangia in sostanza un po’ di tutto, dalla pasta, alla carne, al pesce. Anche la pizza, ma non l’abbiamo provata. 

I posti migliori in cui abbiamo mangiato sono stati quelli lontani dai luoghi più turistici (come Lubiana o il lago di Bled): ci siamo defilati nelle viuzze di qualche quartiere meno frequentato o nei paesini limitrofi al lago dove vanno a mangiare gli stessi sloveni e molto meno i turisti. Risultato ottimo: cibo buonissimo e spesa contenuta.

Il nostro itinerario

Day 1: Grotte di Postumia e Castello di Predjama

Iniziamo col botto con due delle più grandi attrazioni di tutto il paese: entrambe vicine al confine italiano e a poca distanza l’una dall’altra, le grotte di Postumia e il castello di Predjama trovano difficilmente paragoni sia in Slovenia che altrove.

GROTTE DI POSTUMIA

Il sistema delle grotte di Postumia è il più esteso di tutta la Slovenia e vanta circa 20 km di cavità sotterranee percorribili a piedi e in treno. Ebbene sí, c’è davvero un piccolo trenino che accompagna i grossi gruppi di turisti nel sottosuolo, dove è possibile vedere alcuni spettacolari ambienti scoperti dagli speleologi nel primo 1800. Quest’anno si sono festeggiati i 200 anni di apertura al pubblico delle grotte! La visita è qualcosa di impressionante e merita molto, anche se personalmente ho sollevato qualche perplessità sull’effettiva possibilità di salvaguardare le grotte portando dentro la gente a vagonate coi treni. 

È possibile fare un biglietto d’ingresso combinato insieme a quello per visitare il vicino castello di Predjama. Lo shuttle bus che vi porta là è gratuito e viaggia regolarmente tra le due destinazioni fino al tardo pomeriggio. 

CASTELLO DI PREDJAMA

Predjama e Postumia sono due località vicine ed è molto pratico combinare entrambe le visite. Visto da lontano il castello può sembrare ingannevolmente piccolo, ma questo perchè parte della sua struttura è integrata e si sviluppa ulteriormente nella roccia. Era un rifugio perfetto e vi accorgerete di come a livello difensivo fosse una vera e propria roccaforte. Certo viverci non doveva essere altrettanto piacevole, essendo il clima estremamente umido e la roccia piena di infiltrazioni.

È nei punti più nascosti che il Castello di Predjama diventa più interessante: sotto di esso si cela il secondo più grande sistema di grotte sotterranee della Slovenia (dopo Postumia ovviamente) ed è possibile fare una visita speleologica su prenotazione. Anche gli interni, nonostante siano abbastanza spogli, conservano una conformazione molto particolare. Vale la pena visitare il castello per toccare con mano l’osmosi tra architettura e natura, dove la roccia non è più un elemento di contorno, ma diventa una parte integrante dell’edificio.

Day 2: Lubiana

Lubiana è una città relativamente piccola e una capitale in qualche modo anomala, che volevamo assolutamente vedere con i nostri occhi. Non ha forse il fascino e l’eleganza di tante altre capitali europee, ma senz’altro ha uno stile tutto suo. Mi sono piaciuti in particolar modo i suoi palazzi, alcuni liberty, altri più classicheggianti. Ecco i migliori hotspot che potete toccare con una camminata in città.

CASTELLO DI LUBIANA

La costruzione che svetta in cima alla collina del centro storico è proprio il Castello di Lubiana. Si può raggiungere sia a piedi, lungo un percorso in gran parte a scale non particolarmente ripido, oppure utilizzando la funicolare, velocissima e che permette di godere di un discreto panorama sulla città.

Il castello è stato completamente ristrutturato: da fortezza difensiva ad ospedale militare e poi prigione, ciò che è visibile oggi sono alcune testimonianze più moderne di quando veniva utilizzato appunto come carcere. La piccola cappella interna e il camminamento lungo le mura sono molto belli. Per il miglior panorama su Lubiana basta salire sulla Torre dell’Orologio e gustarsi una vista a 360° sulla città e i suoi verdi dintorni.

PONTE DEI DRAGHI

Probabilmente il più famoso dei ponti sul fiume Ljubljanica, il Ponte dei Draghi è diventato un piccolo simbolo della città. Infatti anche sullo stemma di Lubiana appare un drago e alla sua figura sono legate diverse leggende: quella che lo vede vittima di San Giorgio, cui è dedicata la cappella del castello, o quella secondo cui il drago del fiume venne ucciso da Giasone, il mitico ladro del Vello d’Oro. È facile incappare nel ponte, che si trova ad un angolo della piazza del mercato: le statue sono di dimensioni modeste, ma rimane pur sempre un monumento rappresentativo.

CATTEDRALE DI SAN NICOLA

La cattedrale è stata a mio parere il monumento più bello dell’intera città.  In piedi dal XIII secolo, ha subito rimaneggiamenti in diversi stili e oggi sfoggia dei bellissimi interni barocchi. Meravigliose anche le porte di ingresso in bronzo: quella principale vede raffigurata la storia della Slovenia, mentre quella laterale mostra i ritratti scolpiti dei vescovi di Lubiana. Usciti dalla cattedrale da un lato vi trovate la piazza del mercato di Lubiana, mentre dall’altra potete andare verso il fiume e attraversarlo sul Triplo Ponte.

MERCATO DI LUBIANA

Il mercato di Lubjana è interamente all’aperto, tutto composto da piccoli stand di legno che tanto mi hanno ricordato quelli incontrati in Croazia. Ci si possono trovare principalmente frutta e verdura (alcuni stand servono snack di frutta dall’aspetto molto goloso), ma anche vestiti, candele e souvenir di vario tipo.

Sul lato più vicino al fiume si trovano anche una serie di negozietti in cui mangiare street food seduti. Il mercato apre tutti i giorni (tranne la domenica e i festivi) dalle 6:00 alle 18:00 (il sabato fino alle 16:00). È un posto di passaggio, facilmente vi ci imbatterete se camminate in direzione della Cattedrale o del Ponte dei Draghi, quindi perchè non concedersi una sosta?😉

SITI ARCHEOLOGICI ROMANI

Non molti sanno che dove oggi si trova Lubiana intorno al I secolo a.c. sorgeva la città romana di Emona. In città sono visibili alcuni resti di epoca romana, anche se parte di essi sono stati restaurati e rimaneggiati. Trovate una porzione delle antiche mura romane (con inserti strani come un ingresso a piramide, dovuto ad un restauro del secolo scorso) nel quartiere di Mirje (Rimski zid na Mirju), una decina di minuti a piedi fuori dal centro. Un altro reperto è un pozzo riconoscibile da una piccola teca di vetro in un angolo della Piazza del Congresso, di fronte all’università.

Day 3: lago di Bled

PASSEGGIATA INTORNO AL LAGO

Uno dei posti più tranquilli e rilassanti di questo viaggio (forse complice la bassa stagione a settembre) è stato proprio il lago di Bled. La passeggiata corre tutto intorno alla riva del lago, è percorribile anche in bici su strade sterrate e asfaltate. A piedi si può arrivare anche su un piccolo pontile proprio a un pelo dall’acqua, davvero bellissimo! Il lago non è ufficialmente balneabile (la gente lo fa a proprio rischio e pericolo), ma c’è un’area riservata allo scopo sotto il castello.

BELVEDERE OJSTRICA

A soli 20 minuti dal lago è possibile raggiungere il belvedere di Ojstrica, che ci hanno detto essere il più spettacolare (l’altro che potete valutare è quello di Osojnica). I sentieri partono dalla strada asfaltata in prossimità del Mala Osojnica Trailhead. L’ultimo tratto del percorso è abbastanza ripido, ma non difficile. Il panorama è stupendo e la coda per fare foto è purtroppo da mettere in conto. Ma per una vista così ne vale senza dubbio la pena! 

CHIESA NEL LAGO

Impossibile non notare la chiesetta nel lago di Bled, dedicata a Santa Maria Assunta, ormai un simbolo identificativo del lago stesso. L’interno della chiesa è piccolo e in stile barocco. Se entrate non mancate di tirare per 3 volte la corda legata alla “campana dei desideri”, che leggenda vuole esaudisca i desideri di chi la suona.

L’unico modo per raggiungere la chiesa è in pletna, cioè in barca, un modo un po’ scomodo ma sicuramente romantico e per di più eco-sostenibile! Per questo avete due opzioni: potete salire a bordo di una piccola imbarcazione guidata da un rematore oppure noleggiare voi stessi una barchetta con cui remare fino all’isolotto.

La prima opzione è un po’ più cara (noi abbiamo speso 15€ per il tragitto di andata e ritorno) e il tempo da poter passare sull’isola è limitato (40 minuti). La seconda opzione vi lascia più liberi ed è senz’altro più economica, ma tenete conto che nelle barchette a noleggio c’è spazio solo per due persone e il tragitto non è esattamente così breve e agevole. Per maggiori informazioni potete consultare il sito turistico di Bled.

Day 4: Gole di Vintgar e Castello di Bled

GOLE DI VINTGAR

In Slovenia si trovano molti posti simili: si tratta di piccoli canyon aperti nella roccia dal corso di un fiume. Nel caso delle Gole di Vintgar a fine ‘800 fu costruita una passerella pedonale che le attraversava e da quel momento in poi hanno ricevuto un fiume di turisti. 

Visitare le gole non è esattamente economico: il proprietario del nostro B&B ci diceva che il prezzo negli ultimi anni è salito molto e ora ammonta a 10€ a persona. Percorrerle fino in fondo richiede circa 40 minuti. A questo va aggiunto il costo del parcheggio, 5€ per 4 ore. Non sono cifre esorbitanti, ma mi è sembrato un costo alto in proporzione alla durata della visita. Al di là di questi numeri però la bellezza del luogo parla da sé: queste acque sono le prime che abbiamo visto di un verde così smeraldino. Il posto è molto pulito e ben tenuto, ma vi prego di non unirvi a quei turisti che hanno gettato anche qui un mucchio indecente di monetine. Risparmiatele per una fetta di torta😉

Il percorso ha due ingressi: noi siamo entrati dall’ingresso di Podhom, quello più vicino al lago di Bled, in alternativa è possibile entrare dal lato superiore a Rebr. Da qualunque parte si entri si può raggiungere a piedi l’altro ingresso, uscire e rientrare di lì con lo stesso biglietto. Se entrate dal lato di Podhom, in fondo al percorso troverete la cascatella di Šum, che ha origine dallo stesso fiume. Più caratteristica in realtà è la seconda cascata del fiume, che si incontra continuando all’esterno del percorso, dal lato di Rebr, seguendo le indicazioni verso il punto panoramico. 

CASTELLO DI BLED

Difficile non farsi incuriosire dalla sagoma del castello di Bled, che insieme alla chiesa fa la sua bella apparizione sul lago. Presumibilmente si tratta del più antico castello sloveno, risalente all’XI secolo. SI può raggiungere sia in macchina che a piedi. La salita non è impegnativa e ve la consiglio per una rilassante passeggiata. 

Se come noi parcheggiate ai piedi della collina (ad esempio a Prešernova cesta) sulla strada per il castello incontrerete Zima, la miglior pasticceria dove assaggiare la Kremna Rezina, millefoglie alla panna e crema tipica di Bled (photo credit dal sito web di Bled, noi l’abbiamo finita prima di fotografarla).

Ma tornando al castello: è possibile visitarne numerosi locali e la vista sul lago di Bled è decisamente la migliore che ci sia!

Nel castello troverete un piccolo museo geologico e culturale, diversi locali come la stamperia, la chiesa, la fornace, a testimoniare le antiche funzioni delle stanze ora in disuso. Il museo è molto curato e ha una notevole quantità di reperti interessanti. Il resto delle stanze del castello mi è sembrato molto più plasmato a fini turistici (se entrate nella fornace o nella stamperia troverete uno shop), ma uno sguardo a Bled dall’alto delle sue mura è davvero imperdibile!

Day 5: Kraniska Gora

Paese di confine, a Kraniska Gora si trovano davvero un sacco di attrazioni interessanti. Immersa nell’unico parco nazionale sloveno, quello del Monte Tricorno (il più alto del paese con 2864 m), da questo paesino e da quelli limitrofi partono tantissime camminate e percorsi in mountain bike. Sono tutte molto ben segnalate: cartelli gialli per percorsi a piedi, cartelli blu per quelli in bici. Causa maltempo abbiamo sacrificato le escursioni più lunghe, ma in compenso abbiamo scoperto molti altri posti più di nicchia, di una bellezza ugualmente sconvolgente. 

NORDIC CENTER PLANICA E VALLE DEL TAMAR

A pochi chilometri da Kraniska Gora, tra Podkoren e Rateče, si trova un bellissimo centro per gli sport invernali: il Nordic Center di Planica. Entrate a dare un’occhiata per vedere chi si allena per lo sci di fondo, provare la zipline o il tunnel del vento. Davanti al Nordic Center si trovano i trampolini di salto con gli sci utilizzati per la Coppa del Mondo di Sci Alpino. Se vi capita di assistere agli allenamenti vi assicuro rimarrete davvero col fiato sospeso durante i salti! 

Imboccando il sentiero che parte dalla struttura (l’unico che c’è in zona) vi inoltrerete nella Valle del Tamar. È una zona interessante a livello geologico: l’acqua dei ghiacciai che si è sciolta nei secoli ha trascinato a valle sempre più detriti, andando a formare il pavimento su cui andrete a camminare. Dopo una camminata di circa un’ora raggiungerete il rifugio Tamar, che offre pasti caldi e ha alcuni posti letto. Il panorama delle montagne qui è incantevole, vi trovate nel bel mezzo del Parco Nazionale del Tricorno. Poco distante dal rifugio c’è anche una piccola cascata. 

Day 6: Kraniska Gora e dintorni

CASCATE DI PERIČNIK

Complice il fatto di alloggiare a Mojstrana, abbiamo fatto un salto alle Cascate di Peričnik, le più note in zona. Vi consiglio di lasciare la macchina qualche centinaio di metri prima dell’arrivo a bordo strada, non vale la pena pagare il parcheggio lì davanti. Alle cascate di per sé infatti non c’è molto da vedere, ma il fiume e l’ambiente offrono comunque un quadro bello e rilassante. C’è un sentiero che porta sotto alle cascate e ci gira intorno, ma purtroppo al nostro arrivo era dato come chiuso (settembre 2019).

LAGO DI JASNA

Questo laghetto è stata una vera sorpresa! Colori così giuro non ne avevo mai visti, ancora più brillanti dell’acqua smeraldo delle Gole di Vintgar e per giunta sotto un cielo cupo. Il lago è una meta poco turistica ma offre davvero tanto: se passeggiate tutto intorno troverete una casa per le anatre, un percorso Kneipp, una piccola open-library e un bar dagli arredi a dir poco eco-green. 

CAPPELLA RUSSA

Arrivare alla piccola Cappella Russa vicino Kraniska Gora impone di avvicinarsi al valico di Vršič, zona di frontiera nel 1915. Durante il nostro viaggio questo è stato l’unico contatto che abbiamo avuto con una testimonianza viva della Grande Guerra, ma nei dintorni e appena oltre confine si trovano ancora molti luoghi del ricordo degni di essere visitati. 

Questa Cappella Russa fu costruita da un gruppo di soldati russi scampati alla guerra e alla prigionia austriaca, che nello stesso luogo avevano visto morire i compagni, vittime di una valanga e dei lavori forzati per costruire una strada che portasse al valico di Vršič, punto strategico di confine. La chiesetta è interamente in legno ed è in un angolo di bosco che ha un che di sacro e intoccabile. Da visitare in punta di piedi. 

RISERVA NATURALE DI ZELENCI

Last but not least! Zelenci, una piccola riserva naturale semisconosciuta che mi ha rubato il cuore ed ha conquistato il primo posto nei ricordi di ciò che mi ha colpito di più di questo paese. All’estremo confine sloveno vicino a Rateče, a bordo strada si trova un parcheggio anonimo e un sentierino vi conduce in pochi minuti a questo laghetto dall’acqua cristallina. Il percorso è ben segnalato, tutto nel pari e adatto anche ai bambini.

La particolarità di Zelenci è il fatto di essere uno “stagno”: è lì quasi per caso, eppure è particolarissimo perché le sue acque sono le stesse del fiume Sava, che dalla Slovenia scorre attraverso Croazia, Bosnia Erzegovina e Serbia, dove poi confluisce nel Danubio. Sono rimasta esterrefatta ad osservare il colore dell’acqua, così innaturale eppure così reale. Potete salire sulla torretta panoramica e godervi questo spettacolo dall’alto. Se vi avvicinate di più all’acqua vedrete anche una strana attività gassosa, dovuta ai residui di gas del fiume sotterraneo sprigionati dalla roccia porosa. Un posto da approcciare con curiosità, davvero particolare! 

Day 7: Cividale del Friuli

Per stemperare la distanza da percorrere in macchina al ritorno, l’ultimo giorno di viaggio abbiamo deciso di concederci una tappa jolly in Italia. La nostra scelta è ricaduta su Cividale del Friuli, cittadina a pochi chilometri dal confine sloveno nominata Patrimonio UNESCO

Abbiamo vissuto Cividale come un posto vivo e accogliente, che conserva un legame affettuoso con il proprio passato: passate lungo via Ristori, dove a fianco di ciascuna bottega si trova un cartello che racconta dei suoi proprietari storici, e capirete di cosa parlo. Questa città ha saputo svilupparsi avendo cura dei propri trascorsi e vive oggi in un mix tra nuovo e antico che la rende un vero gioiello.

Da visitare consiglio:

  • Il Monastero di Santa Maria in Valle, con particolare attenzione al Tempietto Longobardo (unico esempio di architettura di questo tipo in Italia) e al coro ligneo trecentesco ora in restauro nella chiesa di San Giovanni, inglobata anch’essa nel complesso;
  • L’Ipogeo Celtico, un presunto bagno sotterraneo utilizzato dalla comunità ebraica di Cividale, che sfruttava il vicino fiume Natisone e le infiltrazioni della roccia per renderlo un luogo di aggregazione e di rito;
  • Il Ponte del Diavolo, struttura architettonica che poggia al centro su un grosso masso incastonato nel fiume e divenuto simbolo di Cividale.

Siamo arrivati alla fine di questo on the road in Slovenia! Cosa ve ne pare? Siete pronti a partire anche voi?😉

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

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