Cosa fare in una settimana in Val Rendena, nel Parco Adamello Brenta

Quest’anno non potevamo che scegliere una regione italiana come destinazione di viaggio. Durante la quarantena ci è mancato poter stare a contatto con la natura, quindi trascorrere una settimana facendo il pieno di trekking, passeggiate, aria buona e panorami mozzafiato sembrava fare proprio al caso nostro! Ecco un riassunto del nostro viaggio in Trentino, per la precisione in Val Rendena, ai piedi del Parco Naturale Adamello Brenta Geopark. Ti propongo un itinerario al giorno: sette proposte per una settimana.

Se rimani più tempo o vuoi approfondire alcuni aspetti più tecnici di queste ed altre escursioni, ti consiglio di scaricare l’app gratuita di Trentino Outdoor. Per noi è stata davvero un’ottima risorsa con cui organizzare le nostre scampagnate e studiare i vari percorsi. Inoltre, se utilizzi gli impianti di risalita, puoi usufruire del servizio di biglietteria online per tutte le tratte della zona delle Dolomiti di Brenta (Madonna di Campiglio, Pinzolo, Folgarida-Marilleva): una scelta più ecologica e sostenibile che ti evita la fila alle casse e l’ingombro dei biglietti cartacei.

Non mi resta che augurarti buona lettura! 😉


Cosa fare in Val Rendena e dintorni: 7 proposte per 7 giorni

Eccoti alcune proposte per passare una settimana all’insegna del contatto con la natura in Val Rendena e dintorni: dai trekking alle passeggiate più semplici, dalle biciclettate alle visite ai borghi. La maggior parte di questi percorsi sono ben descritti sull’app di Trentino Outdoor, anche se abbiamo notato che spesso non sono altrettanto ben segnalati nei boschi. Fai attenzione ai segnavia, a volte sono sbiaditi o visibili solo in lontananza. In mancanza di indicazioni chiare qualche volta ci è capitato di deviare leggermente dal percorso per poi ritrovarlo poco dopo, accorgendoci di averlo allungato un po’.

Per tutti questi itinerari sono possibili varianti più corte o più lunghe, che puoi vedere anche tramite l’app. Qui non ti indico i tempi di percorrenza perché sono relativi: quelli dell’app sono abbastanza centrati, ma molto dipende dal tuo passo e dalle fermate che farai sul percorso. Cominciamo!


1. Anello di Dos del Sabion

Questo percorso è di media difficoltà e, anche se è consigliato per famiglie con bambini, onestamente credo si tratti di una definizione un po’ coraggiosa.
Si parte dalla funivia di Pinzolo. Puoi scegliere se salire fino alla prima stazione di Prà Rodont a piedi o in funivia. Tieni conto che il percorso ad anello in quota è di 11 km circa. Puoi arrivare a Prà Rodont in funivia oppure a piedi da Pinzolo. Il percorso può essere ulteriormente accorciato una volta arrivati a Prà Rodont prendendo la seggiovia fino a Dos del Sabion.

A Prà Rodont la partenza del percorso a piedi si trova in corrispondenza di quest’insegna di legno, che indica il percorso 307B. Si seguono le indicazioni per Malga Bregn da l’ors e successivamente per Dos del Sabion e Malga Cioca. Il percorso ad anello è percorribile anche nell’altro senso, in questo caso si parte dall’altro lato delle funivie, incamminandosi lungo la strada sterrata.

Il cammino nel complesso non è molto ben segnalato: a tratti bisogna davvero aguzzare la vista per scorgere il segnavia seguente, anche se solitamente i bivi si ricongiungono col percorso predefinito. L’unico inconveniente è che può capitare di allungare un po’ il percorso se si mancano le giuste scorciatoie. La bellezza di questo trekking sta senz’altro nei panorami, davvero d’eccezione: in giorni soleggiati si può godere di un’ottima visuale su tutta la Val Rendena, la Val Genova e le montagne del Parco Naturale Adamello Brenta.


2. Cascate Vallesinella

Se hai attraversato la Val Rendena quanto meno in macchina avrai notato che c’è una costante che si ritrova nei pressi di ciascun paese fino a Pinzolo: il fiume Sarca. Le cascate della Vallesinella sono originate nientemeno che dalle sorgenti del Sarca, che scende in balzi spettacolari dando origine a tre grosse cascate: di sotto, di mezzo e alte.

Nel nostro itinerario abbiamo incluso solo le ultime due, facendo un giro ad anello che si è aperto e chiuso a Madonna di Campiglio, in località Palù. Il giro è percorribile in entrambi i sensi: noi siamo andati controcorrente e forse grazie a questo abbiamo incontrato meno gente sulla nostra strada. Partendo all’estremità nord di via Mandron si seguono le indicazioni per il Sentiero dell’Orso (indicato in verde con lo stesso simbolo del Parco Naturale Adamello Brenta), si attraversa il bosco e si incrociano prima le cascate alte, poi quelle di mezzo. Per vedere le cascate di sotto bisogna deviare leggermente dall’anello e ritornare poi sul percorso indicato.


3. Lago delle Malghette e lago Pradalago

Questo è sicuramente un bellissimo trekking, forse il più panoramico di quelli qui proposti. Caso ha voluto che capitassimo in un giorno dove le nuvole erano basse e purtroppo ci siamo persi una grossa fetta di panorama. Se capita anche a te valuta la situazione prima di tornare indietro e chiedi consigli nei rifugi.

Lago delle Malghette

Come per gli altri itinerari, anche questo può essere accorciato o allungato a seconda delle tue esigenze. Noi abbiamo fatto un giro ad anello con partenza da passo Campo Carlo Magno e ci siamo diretti a piedi a Pradalago, che però è collegato anche con la funivia. Fino al rifugio Viviani davanti al lago Pradalago il tratto a piedi sale con decisione. Tra questo e il lago delle Malghette invece si prosegue con poco dislivello su un percorso semplice. Al lago delle Malghette partono altri percorsi: puoi anche scegliere di fare un giro intorno al lago, vederne la torba e gustarne i panorami. La discesa verso passo Campo Carlo Magno è di nuovo in pendenza, ma più lieve rispetto a quella di Pradalago. Se vuoi ridiscendere in funivia devi fare rientro a Pradalago.


4. Val di Genova

Uno dei miei posti preferiti in questa zona è la Val di Genova, che si apre proprio a lato della Val Rendena in località Carisolo. Curioso come da Genova siamo andati a finire in una valle omonima da tutt’altra parte! Presumibilmente la valle e la città condividono il toponimo di luogo di ingresso o porta (Ianua) verso una certa zona.

Ci sono una miriade di itinerari e luoghi interessanti da esplorare in Val di Genova. Noi stavolta abbiamo scelto il Sentiero delle Cascate, che tocca alcune delle più alte e belle cascate del Trentino. Il percorso a piedi in Val di Genova è lungo circa 20 km. La difficoltà del percorso va in crescendo man mano che ci si addentra nella valle.

Noi abbiamo scelto di fare una parte del tragitto a piedi: sulla nostra strada da Carisolo abbiamo incrociato un antico bosco di castagni, la chiesa affrescata di Santo Stefano citata prima, le celebri Cascate di Nardis e alcune tracce di un fortino della Grande Guerra nei pressi di Fontanabona. Infine siamo arrivati giusto ai piedi delle Cascate del Lares. Con più tempo a disposizione vale indubbiamente la pena di proseguire oltre all’interno della valle.

In circostanze normali è possibile usufruire di bus navette che permettono di accorciare il tratto a piedi, effettuando varie fermate sulla strada che attraversa la valle. Quest’anno non sono state attivate per via dell’emergenza sanitaria, ma era permesso passare con le macchine. Puoi tenerti aggiornato sula disponibilità di mezzi pubblici in Val di Genova, sui vari itinerari percorribili e sull’eventuale necessità di prenotare parcheggi tramite l’app del Parco Adamello Brenta.


5. Forte di Clemp

Il forte di Clemp è ciò che rimane di un fortino costruito dai soldati del fronte durante la prima guerra mondiale. L’itinerario parte dal paesino di Sant’Antonio di Mavignola. È il più breve che abbiamo fatto in questi giorni, ma il dislivello non è da sottovalutare. Anche se è consigliata come passeggiata per famiglie con bambini (come del resto molte altre), mi sento di dire che la ritengo abbastanza impegnativa.

Il percorso parte dal parco dei Sass e si snoda ad anello: a sinistra la salita prosegue su una strada acciottolata, che segue ripida le tappe della via Crucis. Impossibile non cogliere la similitudine durante la sudata in salita! A destra invece il percorso segue quello che era presumibilmente il greto di un fiume, dove però non scorre più acqua. In un caso o nell’altro i due percorsi si congiungono in cima in corrispondenza del forte, di una grossa croce e di qualche baita. Il panorama nei giorni di sole deve essere splendido. Noi ne abbiamo potuto godere solo in parte perché era nuvolo, ma ciò che si intravedeva era comunque spettacolare!

L’escursione al forte di Clemp, al contrario delle altre, ci ha impegnato solamente mezza giornata. Per chiudere in bellezza, se vorrai continuare ad esplorare la zona ti consiglio una visita a due chiese meravigliose: quella di San Vigilio a Pinzolo e quella di Santo Stefano a Carisolo. Entrambe sono accomunate dall’avere un ciclo di affreschi sulle pareti esterne che raffigura il tema della danza macabra. Ho scoperto questa storia grazie al blog di Katia, Il Miraggio, dove trovi la storia della chiesa di San Vigilio.


6. Ciclabile della Val Rendena

In questa valle, lungo il corso del fiume Sarca, si sviluppa una bellissima pista ciclopedonale che da Pinzolo arriva fino a Saone. Noi l’abbiamo percorsa quasi tutta (circa 20 km) tenendoci sempre a lato del fiume, ma lungo il percorso sono possibili deviazioni. La pista parte a Pinzolo proprio dietro l’hotel Edelweiß, dove all’inizio della ciclabile troverai un segnavia con uno 0 rosso. Sul percorso si incontrano frequentemente parchi e fontanelle e un bar chiamato “Bici Grill” si trova proprio nei pressi della ciclabile.

Consiglio: Pinzolo è il punto più alto del tragitto e il resto della ciclopedonale che parte da qui è in pendenza verso il fondovalle. Tienilo presente se parti da qui specialmente se come noi decidi di noleggiare una normale mountain-bike invece di una e-bike con pedalata assistita. Soprattutto nel tratto più basso della valle in prossimità di Tione le pendenze si fanno sentire!


7. Canale di Tenno e San Lorenzo Dorsino

Lago di Tenno

Durante questa settimana in Trentino il tempo non ci è stato particolarmente favorevole. Un giorno in cui il maltempo imperversava ci siamo allontanati dalla valle (un’ora scarsa di macchina) per fare una breve camminata e visitare due dei borghi più belli d’Italia: Canale di Tenno e San Lorenzo Dorsino.

La nostra passeggiata è iniziata con un giro ad anello intorno al lago di Tenno: il lago è balneabile e dispone di due piccole spiagge, di cui una anche per i cani. Nonostante la giornata nuvolosa i colori del lago di Tenno risplendevano in modo impressionante: è incredibile assistere ad uno spettacolo del genere! Dal lago è facile raggiungere il borgo di Canale, tappa di escursionisti, ma anche e soprattutto di bikers che salgono dalle rive del lago di Garda (nella passeggiata verso il borgo c’è una visuale del lago dall’alto semplicemente meravigliosa).

Canale è un borgo silenzioso e ben tenuto. Mi ha dato l’impressione che alcuni angoli e case siano stati rivalutati in chiave turistica: l’insieme è molto gradevole e passeggiando tra le viuzze si incontrano alcune botteghe (come quella del vasaio), la Casa degli Artisti e il Museo degli attrezzi agricoli. Appena fuori dal paese si trovano le indicazioni per raggiungere il Monumento alla Vicinia: ti consiglio di farci visita, è un bell’angolo che ricorda il sistema sociale di gestione delle risorse agricole da parte dei contadini di questa zona dopo che alcune famiglie furono estinte dalla peste.

Lasciato Canale e ripresa la macchina al lago di Tenno, ci siamo diretti a far visita a un altro promettente borgo non lontano: San Lorenzo Dorsino. Questo nome deriva in realtà dalla fusione di due paesi, rispettivamente San Lorenzo in Banale e Dorsino. Raggiungendo San Lorenzo Dorsino e parcheggiando a lato della chiesa di San Lorenzo Martire troverai un piccolo cartello rosso col logo de “I Borghi più belli d’Italia” che ti indicherà l’inizio dell’itinerario a piedi per visitare i dintorni.

Ti consiglio caldamente di seguire l’itinerario indicato: oltre ad attraversare ciascuna delle “sette ville” che formano il borgo di San Lorenzo, ti darà la possibilità di approfondire alcuni aspetti della vita contadina locale e di godere ancora una volta di scorci bellissimi. Se puoi visita le chiese sul percorso, in particolare la chiesa di San Rocco, recentemente restaurata e con una cappella d’altare dai colori splendenti. La durata dell’itinerario a piedi non è indicata, noi ci abbiamo messo circa un’ora e mezzo. Si percorre interamente su strade asfaltate, ma lontane dal traffico.


Come hai trovato queste proposte di itinerari? Ne conosci altri in questa zona? Fammelo sapere nei commenti!

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

2 Replies to “Cosa fare in una settimana in Val Rendena, nel Parco Adamello Brenta

  1. Temporali permettendo, vedo che hai fatto tante cose!

    Io ho adorato Canale di Tenno visitata qualche anno fa sotto Natale: i mercatini erano all’interno dei tipici vòlti. Ti è piaciuta la chiesetta di San Vigilio? Quei affreschi sono davvero particolari.

    T’aspetto ancora in Trentino 🙂

    1. Ci siamo sempre tirati fuori di casa anche quando il tempo non prometteva bene. Siamo diventati dei ninja del cambio d’abito tra antivento, antipioggia e cappelli da sole 😉 La chiesetta era bellissima, mi sono pentita di non averla scoperta prima!! Speriamo di poter tornare un anno anche per i mercatini, oltre a Canale di Tenno ci sono diversi borghi nei dintorni che mi piacerebbe ancora vedere! Grazie, non mancheremo 🙂

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