4 metodi utili per imparare davvero le lingue straniere

Non voglio parlarti di trucchi per diventare poliglotti, nè affascinarti con false promesse sui risultati dei miei metodi di apprendimento: imparare una lingua e continuare a migliorarne la conoscenza è un percorso lungo e non certo semplice. Ma il bello è che il risultato dipende unicamente da te.

Dopo questa premessa apparentemente infelice, vorrei però darti alcuni consigli. Queste sono considerazioni personali su delle semplici abitudini (e non solo) che possono aiutarti a sviluppare la conoscenza di una lingua.

Una postilla: credo che lo studio delle lingue debba nascere da curiosità e interesse, il miglior motore in grado di far avanzare il nostro apprendimento e tenere viva la motivazione.

Una lingua è sì uno strumento per comunicare, ma è anche e soprattutto una creatura viva, che si arricchisce di nuove espressioni nel tempo e cambia grazie al contatto e all’uso dei parlanti. Per questo va ascoltata e capita (più che letta sui libri di testo, dove è già un po’ più fossile) e ognuno deve trovare l’approccio mnemonico che più fa al caso proprio.

Ecco alcuni suggerimenti che spero ti aiutino a rifletterci e a trovare il metodo di apprendimento che fa più al caso tuo.


1. APPROCCIO VISIVO

Per aiutare il nostro cervello a memorizzare vocaboli, verbi e strutture grammaticali può servire piazzargli davanti quanto più possibile appunti scritti di nostro pugno. Metterli per iscritto aiuta ad imprimerli meglio nella memoria: sono contenuti con cui dobbiamo venire a contatto possibilmente tutti i giorni. Alcuni esempi di come fare per abituarci a venire più spesso visivamente a contatto con una lingua nel quotidiano:

  • Impostare la lingua di telefono, software vari e social network nell’idioma che abbiamo intenzione di imparare o migliorare
  • Fare la lista della spesa in lingua
  • Attaccare post-it per casa: classico esempio è quello di scrivere sopra le cose il loro nome in lingua straniera, o trascrivere strutture che facciamo fatica a memorizzare, e metterle dove ci cade spesso lo sguardo (tipo davanti alla tazza quando siamo al bagno).

2. APPROCCIO DILETTEVOLE

IMG_0114Che tu sia appassionato/a di narrativa, musica o cinematografia trova un ponte che ti faccia da tramite nella lingua che vuoi imparare. Una cosa che consiglio sempre è di cercare canzoni in lingua, tradurre i testi, ma soprattutto cantarli! Questo aiuta non soltanto a memorizzarli, ma migliora anche sensibilmente la pronuncia!

E’ così che ho migliorato il mio tedesco: con la musica, imparando testi di canzoni e scoprendo un genere, il rap, che in italiano nemmeno mi piaceva tanto (una volta avvicinatami al mondo teutonico però non ho potuto fare a meno di apprezzare anche la controparte oltralpe).

Se volessi provare a fare altrettanto ti consiglio Rap Genius, un sito dove si possono trovare testi abbinati a video delle canzoni, divisi per generi e soprattutto con spiegazioni a lato, ovviamente in lingua: questo non solo per il rap e non solamente per il tedesco, ma anche per inglese, francese e polacco.

Se invece di musica sei un amante della lettura, allora leggi libri; guarda tv e film in lingua se sei per il cinema; altrimenti datti alla radio, segui qualche rivista online o tieniti aggiornato con le news in lingua. Trova il tuo ambito e semplicemente incomincia, ce n’è per tutte le tasche!


3. APPROCCIO DIDATTICO

Ha indubbiamente i suoi vantaggi, anche se all’apparenza è un po’ barboso e richiede forse più di dedizione. Per intenderci: dalla grammatica non si scappa, sta a te vedere come fartela amica!

Se sei per un apprendimento tipo “libro-di-testo-alla-mano”, ben venga! In caso contrario, la grammatica aiuta a non andare solo per imitazione, bensì a capire la struttura e il funzionamento della lingua per poter parlare e scrivere in modo più autonomo.

La cosa migliore sarebbe poter disporre di strumenti (e/o docenti) in grado di farci immergere completamente nella lingua (sto parlando dell’avere lezioni con madrelingua o libri di testo senza una sola parola di italiano).

Un esperimento che ho fatto a livello didattico, e che devo dire è andato a buon fine, è stato studiare una terza lingua attraverso una lingua straniera che conoscevo già: è successo quando ho frequentato un corso di cinese a Berlino, dove la lingua di insegnamento era il tedesco.

E’ un’impostazione mentale che richiede abitudine, ma dà l’opportunità di tenere in esercizio e migliorare due idiomi in una volta. Il giorno in cui ti scontrerai con una parola che non sai l’avrai imparata in ben due lingue!


4. APPROCCIO SOCIALE

Che c’è di più pratico del parlare con le persone in lingua straniera? C’è chi non si sente mai abbastanza pronto o teme il giudizio altrui: ma se inizi a studiare lingue si tratta di un blocco non solo superabile, ma che bisogna superare!!!

Se ti può aiutare sappi che è anche estremamente utile esercitarsi a pensare in lingua, ripetendo tra se e se anche solo le piccole azioni quotidiane, fino ad arrivare a seguire il corso dei propri pensieri finalmente in lingua straniera. Si può!

Un pomeriggio al Caffé Botanik iraniano, il mio preferito a Gottinga

Ora però arriviamo alla vera chiave di volta, quel tassello che secondo me regge in piedi tutta la baracca e che non solo fa sì che tu possa imparare una lingua, ma non te la fa scordare tanto facilmente e ti ci tiene attaccato come la mosca al miele.

Sto parlando dello stringere amicizie o trovare un partner straniero! Bisogna arrivare a conoscere persone che parlano la lingua che si vuole imparare, ma soprattutto fondare il rapporto reciproco su di essa. Attenzione, non sto parlando necessariamente di parlanti madrelingua, bensì persone con cui tenere contatti in lingua!

Se sarai in grado di sviluppare buoni rapporti e rimanere in contatto con loro, allora il gioco è fatto! Con quel qualcuno con cui dovrai per forza di cose sapere la lingua per comunicare: se sfumano le tue conoscenze, anche il rapporto è pian piano destinato a consumarsi.


Ora ti racconto questa. 

Prima di andare in Cina avevo un blocco nel parlare cinese. Davvero non riuscivo ad immaginarmi come poter migliorare la mia fluenza nel parlato. Se non fosse che ho presto conosciuto un gruppo di coreani che d’inglese ne sapeva quasi zero, con cui non avevo altro intermediario che il cinese: in quel frangente ho dovuto necessariamente fare i conti con il fatto che non avevo altro mezzo per comunicare con loro, se non il tanto paventato mostro che rappresenta questa lingua alle orecchie di molti. Ma col tempo ho guadagnato molta più sicurezza in me stessa e ovviamente fatto anche nuove amicizie!


L’apprendimento linguistico alla fine dei conti è tutta una questione di motivazione: devi essere tu a trovare un modo per andare avanti.
Lo studio da autodidatta funziona solo se abbinato ad una pratica diligente o ad una necessità concreta che metta in atto le tue conoscenze acquisite. Altrimenti sono destinate a languire assopite nel tuo subconscio, fino ad nuova sessione di refreshing.

Se va bene. Se va male e il tuo cervello ha bisogno di più RAM, allora magari è la volta che si scordano del tutto.


5. CONSIGLIO BONUS

Lascia a casa l’orgoglio. Dirai, orgoglioso chi? Sì, tu! Tutte le volte che non hai provato a lanciarti in una battuta per timore di sbagliare, per paura dell’opinione degli altri o di farci una brutta figura dove potevi anche evitarlo.

Metti da parte l’orgoglio di poter sembrare un cretino per non saperti esprimere pienamente nella lingua con cui stai facendo i conti: solo chi non ne sa nulla crede che chi non parla bene una lingua straniera sia uno stupido 😉

Perchè in fin dei conti è questo che ci frena: la sensazione di sentirci degli idioti quando non abbiamo i mezzi per farci capire. Avere la capacità di esprimere quello che vogliamo ci dà la presunta sicurezza di non essere fraintesi. Invece sono la dedizione e la pazienza a premiare gli audaci! Comodo restare nel proprio recinto senza rischiare di metterci la faccia: chi non prova sulla propria pelle quel senso di inadeguatezza e non accetta di poter fare errori è destinato a non migliorare realmente.

Sbarazzati di un po’ di orgoglio, non solo non ti serve, ma ti ostacola. Non hai nulla da perdere facendo figuracce nell’imparare una lingua: sono proprio i momenti imbarazzanti le vere lezioni di vita che rimangono impresse per sempre. E’ da quando in tedesco ho confuso “schwül” (afoso) con “schwul” (omosessuale) che ho finalmente imparato a dare peso all’Umlaut!!

Ricordati che nessuno è già arrivato a destinazione quando si tratta di imparare davvero una lingua. Per acquisirne una certa padronanza esistono stratagemmi che possono mettere sulla buona strada: ma ognuno deve trovare la propria e per quanto possa offrirti le mie opzioni, sei tu a dover trovare il giusto compromesso che fa al caso tuo. Buona fortuna e non mollare mai! 

E tu che metodo usi per imparare una lingua straniera? Ne conosci altri? Scrivimelo nei commenti!

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

3 Replies to “4 metodi utili per imparare davvero le lingue straniere

  1. Complimenti ottimi consigli..! Sono anche io alle prese con il cinese e spero di vincere il mio “blocco” 🙂

  2. Mi fa piacere 🙂 La parola d’ordine è provare, sempre! E fare tanto esercizio ahimè! Io col cinese ho difficioltà a ricordarmi i vocaboli che studio non appena non uso la lingua per un po’ di tempo…in bocca al lupo 😉

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