10 ricette dal mondo, facili e vegetariane

Oltre ad essere una viaggiatrice appassionata, se non l’avevate già capito sono anche una buona forchetta. Dopo l’ultimo excursus culinario con la serie #foodstories su Instagram e Facebook ho deciso finalmente di pubblicare alcune delle ricette che ho meticolosamente raccolto in questi anni durante viaggi e soggiorni all’estero.

L’indicazione geografica di provenienza è ovviamente solo approssimativa, in certi casi addirittura dibattuta. Devo ringraziare i tanti amici e conoscenti che hanno vissuto in questi paesi se ho potuto raccogliere queste ricette negli anni. Sono alcuni dei cibi che mi hanno accompagnato nei miei periodi da expat, fatto conoscere persone straordinarie e lasciato bellissimi ricordi. Dalla Cina alla Costa Rica, dalla Russia al Marocco, questa lista è in continuo aggiornamento con nuove scoperte culinarie, per cui tienila d’occhio per non perderti futuri aggiornamenti 😉

Premessa: questo è un blog di viaggi e non di cucina, ed io non sono una cuoca, ma semplicemente una grande appassionata (non per nulla mi sono anche specializzata come guida enogastronomica! 😉 ). In certi casi le dosi sono approssimative, quindi ti consiglio di adattare le ricette secondo il tuo gusto e le tue necessità. Cominciamo?


10 ricette dal mondo semplici e gustose!

1. Blinchiki (Russia)

Ho conosciuto questa ricetta grazie ad una tenera signora georgiana ospite per qualche tempo a casa della mia famiglia. Presumo fortemente che derivi da una contaminazione con la cucina russa in cui queste crepes vengono chiamate blini, di cui blinchiki è un diminutivo. Adoro i blinchiki perchè si possono usare per accompagnare sia il dolce che il salato. Anche se richiedono un po’ di pratica per prepararli bene (o forse sono io ad essere incapace con le crepes), sono estremamente versatili e si possono conservare in frigo per diversi giorni.

Ingredienti per 10 blinchiki

1 uovo
1 bicchiere d’acqua
2 cucchiai di olio di semi di girasole
3 cucchiai di farina
1 pizzico di sale

Procedimento: sbattere l’uovo in una ciotola abbastanza capiente. Aggiungere gradualmente un bicchiere d’acqua, amalgamandolo pian piano con il liquido. Successivamente mettere uno alla volta 3 cucchiai ricolmi di farina e mescolare bene l’impasto in modo che non rimangano grumi. Si ottiene un prodotto molto morbido, cui vanno aggiunti poi 2 cucchiai di olio di semi di girasole. Quando avrai amalgamato anche questa parte di liquido nell’impasto (che sarà giustamente moolto liquido) potrai farlo riposare per una quarantina di minuti o in alternativa metterlo una notte in frigorifero.

Quando riprendi in mano l’impasto dopo questa fase ricordati di rimescolarlo bene per non lasciare sedimenti sul fondo della ciotola. Scalda poi una padella antiaderente (su cui non serve porre olio, c’è già nell’impasto 😉 ), quando è bella calda versa mezzo mestolo di impasto e falla andare a fuoco medio. Lo strato di pasta che va a cuocersi deve essere davvero molto sottile, basta un minuto perché sia pronto.

I blinchiki si possono tenere in frigo anche per una settimana ed essere mangiati con un ripieno dolce (marmellata, miele) o salato (panna acida, formaggio, carne).


2. Crumble di mele (Irlanda e Regno Unito)

Questo è uno dei miei cavalli di battaglia, un dolce di cui vado estremamente golosa e la cui ricetta ha sempre fatto faville. La sua versione più iconica (e a mio parere anche più gustosa) è a base di mele, ma si può fare un buon crumble con una gran varietà di frutta (meglio se sugosa): pesche, prugne, rabarbaro, frutti di bosco, ecc. Difatti il termine crumble altro non indica che la copertura friabile che viene stesa sopra la base di frutta. Provalo e sappimi dire 😉

Ingredienti

1 kg di mele golden o renette
3 cucchiai di zucchero
Una noce di burro
1 cucchiaino di cannella
Mezzo limone

Per la copertura:
7 cucchiai di farina
5 cucchiai di zucchero
120 g di burro
1 bustina di vanillina

Procedimento: taglia le mele a pezzetti senza buccia, poi mettile in padella facendole rosolare per qualche minuto col burro e il succo di mezzo limone (personalmente metto di un limone intero, a gusto). Aggiungi anche lo zucchero e la cannella. Quando le mele si sono ammorbidite stendile su uno stampo imburrato che poi metterai in forno, a formare il primo strato del dolce.

Ora prepara la copertura del crumble: in una ciotola a parte mescola farina, burro morbido, vanillina e zucchero di canna. Lavorali finchè non otterrai una specie di granella quanto più possibile omogenea. Distribuiscila sulla base di mele sbriciolandola e ricoprendola per intero. Inforna per 40′ a 180°. Puoi mangiarlo sia caldo, che tiepido o freddo. Ma credimi, servito appena sfornato con una bella pallina di gelato alla vaniglia o fiordilatte è qualcosa di sublime.


3. Dosa (India)

Durante il mio viaggio a lungo termine in America Latina ho lavorato per qualche tempo in un ostello in Costa Rica ed è qui che ho incontrato un ragazzo francese che viveva con la sua famiglia in India e mi ha insegnato questa ricetta. Mi ha sempre incuriosito assaggiare frutta e verdure nuove e soprattutto imparare a cucinarle. Al mercato locale quella volta avevo fatto incetta di legumi e trovato dei fagioli azuki, che sono diventati l’ingrediente base di questa pietanza. Parliamo di nuovo di crepes, servite principalmente come pane o per accompagnare vari tipi di salse, come nello stile indiano.

Ingredienti

100 g di fagioli azuki
Acqua
Sale q.b.

Procedimento: prepare queste crepes indiane è davvero semplicissimo, ma richiede tempo. I fagioli azuki crudi vanno infatti lasciati riposare uno o due notti per essere utilizzabili al meglio. Lavali e mettili a riposare in una ciotola coperti d’acqua. Dopo la prima notte noterai che iniziano ad aprirsi e dopo le seconda notte a mollo iniziano a germogliare. Al termine del periodo di riposo puoi trasferirli in un mixer e frullarli con un po’ d’acqua e un pizzico di sale.

Le dosi per questa ricetta sono variabili, a seconda di quanto denso ti piace l’impasto di queste crepes. Il passo successivo è semplicemente quello di cuocerli in padella, ungendo questa con un filo d’olio per non farle attaccare. Il loro gusto è piuttosto neutro, ovviamente puoi aggiungere spezie a piacere.

Nota: la ricetta dei dosa ha numerose varianti. Quella dei fagioli azuki è una delle tante, ma in alternativa puoi usare legumi, farine (preparazione simile ai più classici chapati) o cereali: avena, fagioli mungo, farina di riso, semola, ecc., ottenendo di volta in volta un gusto e una consistenza diversi.


4. Gallo pinto (Costa Rica e Nicaragua)

Se il gallo pinto è praticamente il piatto più famoso e mangiato del Centro America, a proposito delle sue origini c’è una diatriba che vede protagonisti due paesi: Costa Rica e Nicaragua. Entrambi infatti lo considerano il proprio piatto nazionale. Si tratta di una ricetta a base di riso e fagioli, che è possibile mangiare sia a colazione, che a pranzo o a cena. Non sono riuscita a fare chiarezza su questo mistero, così per non fare torto agli amici ticos e nica, che si contendono da sempre l’ideazione di questa ricetta, lasceremo la questione in sospeso.

Ingredienti:

1 cipolla
1 peperone rosso
1 spicchio d’aglio
2 tazze di fagioli rossi o neri precotti
3 tazze di riso
Sale e pepe q.b.
Olio
Coriandolo (meglio se fresco)
1 cucchiaio di salsa Lizano (se ce l’hai o sai cos’è sei davvero avanti)

Procedimento: cuocere il riso in un tegame di acqua salata e metterlo da parte. In una padella far soffriggere qualche minuto l’aglio con la cipolla e il peperone sminuzzati. Aggiungere i fagioli rossi precotti (se utilizzi fagioli crudi puoi prepararli anche il giorno prima e lasciarli riposare una notte, prenderanno maggiore sapore) con un po’ della loro acqua o eventualmente brodo vegetale. Portare ad ebollizione. Aggiungere poi lentamente il riso, continuando a mescolare il tutto e far andare qualche minuto perché si insaporisca. Da ultimo aggiungere a piacere del coriandolo fresco tritato e a freddo la salsa Lizano (variante costaricana della salsa Worchester). Puoi aggiungere un po’ di questa salsa eventualmente anche in fase di cottura per dare al piatto un sapore più forte.

Riso e fagioli sono un cibo molto diffuso in America Latina: un piatto povero ed economico, un pasto nutriente e sostanzioso tradizionalmente comune tra i campesinos. Il gallo pinto si mangia con natilla (una specie di formaggio cremoso), formaggio fritto, platano fritto o eventualmente anche carne.


5. Speculoos (Belgio)

Questi biscotti sono originari dei Paesi Bassi e per me portano inevitabilmente con sé l’atmosfera del Natale. A dire la verità non sono mai stata in Belgio (non ancora), ma ho imparato questa ricetta durante uno dei miei soggiorni in Germania, paese dove vengono ugualmente prodotti, ma sono conosciuti col nome di Spekulatius. Sono molto popolari nel periodo natalizio insieme a tutta una serie di biscotti speziati come il pan di zenzero (Lebkuchen). Li ho assaggiati per la prima volta ai mercatini di Natale di Berlino e me ne sono innamorata.

Ingredienti:

350 g di farina
350 g di zucchero di canna
200 g di burro
70 ml di latte
3 cucchiai di cannella
15 g di bicarbonato

Procedimento: preparare gli spekulatius è molto semplice. Basta unire gli ingredienti in un impasto omogeneo, stenderlo e realizzare delle formine a piacere da cuocere in forno. La cottura in forno caldo è a 150° per circa 10′, controlla però che i biscotti siano ben cotti prima di tirarli fuori, così da risultare secchi e croccanti. Puoi chiaramente sostituire la cannella con un mix di altre spezie affini. Prima o poi vorrei provarli anche con zenzero, cardamomo o chiodi di garofano, potrebbero essere un abbinamento niente male!


6. Guacamole (Messico)

Devo ringraziare i miei coinquilini e amici messicani se ho imparato ad apprezzare, ma soprattutto a cucinare questa salsa! È raro infatti poter gustare del buon guacamole anche nei ristoranti che si spacciano per messicani. Con questa ricetta mi sono sempre trovata bene, figurone agli aperitivi assicurato!

Ingredienti per 2 persone:

1 avocado maturo
1 pomodoro
Sale e pepe q.b.
Succo di limone

Procedimento: tagliare l’avocado e raccogliere la polpa in una ciotola. Schiacciarla per ottenere una consistenza cremosa, a tua discrezione puoi lasciarla anche in pezzi più grossi. Aggiungere il pomodoro a pezzetti, mescolare e condire con sale e pepe. Da ultimo aggiungere un goccio di limone per dare una nota di freschezza ed evitare che l’avocado si ossidi scurendosi.

Nota: oltre al pomodoro, per dare maggiore sapore è possibile aggiungere anche un po’ di peperone o cipolla sminuzzati. Il top è finire con del coriandolo tritato, meglio se fresco. Le proporzioni sono tutte ovviamente a piacimento: sperimenta per trovare la misura di ingredienti che preferisci!


7. Patacones (Colombia)

Mi ricorderò sempre del contesto stranissimo in cui ho imparato questa ricetta: ad insegnarmela è stata una coppia di ragazzi francesi con cui ho condiviso un’esperienza di volontariato nel bel mezzo della giungla costaricana. Nella finca c’era una minuscola cucina all’aperto e ci siamo dovuti ingegnare per preparare ricette semplici, ma nutrienti. Questi ragazzi erano a loro volta reduci da un viaggio in Colombia e insieme una sera abbiamo cucinato i patacones: un contorno che è più o meno l’equivalente delle patatine fritte, ma a base di platano. Esistono varianti dello stesso piatto pressochè ovunque in America Latina: io ad esempio li ho incontrati anche in Nicaragua col nome di “tostones”.

Un piatto di tostones nicaraguensi

Ingredienti per 2 persone:

2 platani
Olio per friggere
1 pizzico di sale

Procedimento: non è scontato riuscire a fare dei buoni patacones, perchè non basta semplicemente tagliare un platano e friggerlo. Questo frutto infatti ha una consistenza piuttosto dura ed è un tantino complicato trovarne il giusto punto di cottura. Per iniziare bisogna tagliarlo a fette trasversali (quindi con sezione tonda) spesse circa 2-3 cm e friggerle nell’olio su ciascun lato finchè non diventano dorate. A questo punto tutti i pezzi di platano vanno estratti con cautela dall’olio e schiacciati uno ad uno (l’ho sempre visto fare con il fondo di una tazza). Serve una certa pressione, ma essendo già parzialmente cotti dovrebbero potersi schiacciare bene. Tornali a friggere per completare la cottura della polpa interna, finché prende anche questa un colore dorato. Scolali, salali e servili caldi, sono una delizia!


8. Uova e pomodori (Cina)

Il pomodoro cucinato con le uova è una combinazione molto comune in Cina. Lo si trova spesso sui menù dei ristoranti cinesi col nome di “stir-fried eggs and tomatoes” (西红柿炒鸡蛋 xihongshi chao jidan). Come per molti piatti cinesi sembra facile poter identificare gli ingredienti, ma nella maggior parte dei casi non è così. Il vero segreto è quasi sempre il condimento, fatto di spezie e salse particolari. Anche in questo caso, piccola sorpresa!

Ingredienti per 2 persone:

4 uova
2 pomodori
Sale e zucchero q.b.

Procedimento: tagliare a pezzettoni i pomodori. Ungere leggermente una padella con olio (d’oliva o di semi) e far saltare i pomodori a fuoco medio-basso per un paio di minuti con un pizzico di sale e uno di zucchero. In Cina il pomodoro è considerato un frutto, è quindi comune condirlo con lo zucchero, che ne esalta la parte più dolce. Spadellare i pomodori finchè non iniziano a fare un po’ di sugo. Prima che siano del tutto cotti toglierli dalla padella e metterli da parte. Nella stessa padella far andare le uova. Aggiungere a piacere sale, pepe o spezie. Mescolare le uova in padella come per farle strapazzate. Terminare la cottura insieme ai pomodori, di modo che il loro sugo si amalgami con le uova. Questo piatto in Cina viene spesso servito accompagnato da riso ed costituisce un cibo unico gustoso e nutriente.


9. Ghoriba (Marocco)

Questi biscotti marocchini con cocco e arachidi sono una vera delizia! Qualche tempo fa ho partecipato ad un corso di cucina marocchina, dove tra le innumerevoli pietanze che prendevano forma dalle sapienti mani delle cuoche c’erano anche questi fantastici biscotti. Era così affascinante vederle cucinare e così tanta la curiosità di provare a mettere le mani in pasta che è stata dura trovare il tempo di fare foto e prendere nota della ricetta. Ma per fortuna eccola qui!

Ingredienti: 

250 g farina di cocco
250 g arachidi non salate
1 bustina di vanillina
1 dose di lievito
4 uova
125 g zucchero
1 cucchiaio di marmellata di arance o albicocche
1 cucchiaio di cacao amaro
1 cucchiaio di burro morbido
1 pizzico di sale
Zucchero a velo per decorare

Procedimento: se c’è una cosa che ho imparato durante il corso di cucina marocchina, è che puoi osservare in ogni dettaglio la preparazione delle ricette e replicarlo con scrupolosa attenzione, ma se qualcosa passa dalle mani di una cuoca marocchina ne uscirà comunque mille volte meglio che non dalle tue. Questi biscotti sono piuttosto semplici da fare, si tratta di mescolare gli ingredienti e dar loro una forma il più compatta possibile.

Tritura le arachidi e mescolale con il resto degli ingredienti secchi, tranne il lievito. Aggiungi poi la marmellata, il burro, le uova e infine il lievito, mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo. Se l’impasto risulta troppo morbido da lavorare puoi aggiungere altro cocco grattugiato. Alla fine forma delle palline rotonde e stendile sulla placca da forno, dove puoi dare loro la forma con una leggera pressione al centro. Cuoci in forno caldo a 180° per 15′ e decora eventualmente con zucchero a velo.


10. Hambúrguer de couve-flor (Portogallo)

Questa gustosissima ricetta portoghese mi è stata ispirata da Teresa di Viaggio Incontro Sostengo, che in questo periodo di quarantena si trova in Portogallo presso una host locale grazie a Couchsurfing. Ho apportato alcune piccole modifiche alla ricetta suggerita da Teresa e dalla sua host, per poter lavorare meglio l’impasto dei burger e renderli un po’ più croccanti.

Ingredienti per 5-6 burger:

300 g di cavolfiore crudo pulito
3 uova
2 cucchiai di farina
3 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
Sale q.b.

Procedimento: grattugiare finemente il cavolfiore. Unire le uova sbattute, la farina e il parmigiano. Personalmente mi sono sentita di aggiungere anche del pangrattato per dare una consistenza più solida all’impasto dei burger, ma in alternativa è possibile usare anche solo farina e formaggio. Aggiustare di sale e condire con spezie o erbette a piacere. Fare delle formine di burger con le mani e cuocere in padella con un filo d’olio per alcuni minuti. Voilà, gli hamburger sono presto fatti!


Come hai trovato queste ricette? Ne conoscevi già qualcuna?

Puoi condividere le foto dei tuoi piatti taggandomi nelle tue stories su Instagram, mi trovi su @cronache_viaggi. Ti aspetto! 🙂

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

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