Puglia on the road: itinerario in alto Salento e Valle d’Itria

Quest’anno insieme a due amiche ho fatto il mio primo viaggio on the road in macchina. Destinazione: Puglia! Il nostro itinerario di viaggio si snoda partendo da Brindisi, città dove siamo atterrate, per terminare sempre lì dopo un giro ad anello che tocca tante belle destinazioni pugliesi tutte da scoprire.

Di seguito vi elenco le tappe del nostro tour, proponendovele nell’ordine dell’itinerario che abbiamo percorso. Il nostro viaggio è durato 4 giorni, ma le tappe sono distribuibili anche su un periodo di tempo più lungo, magari affiancandole alla visita di altri luoghi di interesse. Trovate ulteriori suggerimenti in fondo. Buona lettura! 🙂


Itinerario on the road in Puglia:

destinazioni consigliate in Alto Salento e Valle d’Itria


Ostuni

E’ difficile dire cosa mi sia piaciuto a prima vista di Ostuni: non tanto il candore delle case (che vengono accuratamente riverniciate per preservarne l’appellativo di “Città Bianca“) e forse nemmeno il sole caldo, che ha iniziato a sciogliere la tensione di noi gente emiliana appena sbarcata in Puglia. Di Ostuni mi ha conquistato la gente, tanto aperta e cordiale verso i turisti, ma che soprattutto è capace di farti sentire a casa.

Oltre alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, la vera attrazione della città è il suo centro storico. Visitare Ostuni in maggio è un ottimo periodo per evitare eccessivo affollamento e godere di una tranquilla passeggiata per i suoi vicoletti imbiancati, le sue botteghe artigianali e la splendida vista dalle sue terrazze, che spazia sulla pianura fino al mare. Ad Ostuni ci sono case bellissime in cui soggiornare molto vicine al centro. Se siete fortunati e godete di un appartamento con terrazza, la vista che ci si prospetta sulla città è spettacolare.


Locorotondo

Il nome un po’ giocondo di questa località tradisce il significato dalla sua origine. Si tratta infatti di un luogo rotondo, poichè il centro si sviluppa in base ad anelli concentrici. Il bianco è una nota ricorrente degli antichi centri pugliesi:  specialmente in primavera però Locorotondo si tinge dei mille colori dei fiori dei suoi balconi, con i quali gli abitanti competono ogni anno per il titolo del miglior balcone della città. Le case qui sono costruite secondo uno stile unico: se guardate i loro tetti noterete che sono spioventi ai lati, con una forma particolarissima che ha dato loro l’appellativo di “cummerse“.

Il ricordo di Locorotondo per me rimane quello di una tavolozza di colori. Un caleidoscopio che ha preso forma nelle sapienti mani di Anna Maria, una bravissima artista autoctona che ci ha invitato nel suo atelier per mostrarci come realizza i suoi dipinti e le sue creazioni. Chiacchierando con lei vengono alla luce particolari della storia cittadina e di quella sua personale, che ci guidano attraverso i vicoli di Locorotondo alla ricerca di Palazzo Morelli, uno splendido edificio in stile barocco con appariscenti decorazioni sui balconi vista strada.


Cisternino

“A Cisternino andate a mangiare la carne!” – Detto, fatto!

Le bombette di Cisternino sono una ben nota specialità culinaria che attrae i turisti da tutto il circondario. Il paese è meta di turismo principalmente gastronomico, ma è comunque molto apprezzabile per una visita e per entrare in un’atmosfera più local. Inoltre, affacciandosi dalla piazza della fontana, la sua posizione sopraelevata permette di godere di una bellissima vista sulla valle sottostante.

Anche qui, come ho notato in molti dei paesi da noi visitati, gli abitanti pongono una particolare attenzione nel decorare le scale e i balconi che si affacciano sulla strada, quasi a lenire l’impatto del bianco calce caratteristico delle case di queste zone.


Alberobello

Il paese dei trulli è qualcosa di unico e perciò anche di molto apprezzato. La conseguenza però è che ospita un flusso abbondante di visitatori anche in bassa stagione, presentandosi come una destinazione da turismo di massa. Tolte le trappole per turisti però Alberobello è davvero bellissima. Il paese è tutto un su e giù di stradine ed è un piacere camminarci (il mattino presto è un ottimo momento per non trovarlo così affollato). Dall’artigianato alla buona cucina, ma anche al pernottamento in un trullo: ad Alberobello tutto questo può arricchire la vostra esperienza con una nota più local e caratteristica.


Grotte di Castellana

Già che siete nei paraggi anche queste grotte, considerate non a caso le più spettacolari d’Italia, meritano decisamente una visita. Scoperte da uno speleologo negli anni ’30, le Grotte di Castellana sono diventate un complesso sempre più vasto di gallerie e caverne comunicanti che si snodano per oltre 3km.

Le grotte sono visitabili solo con visita guidata (anche notturna), indispensabile per cogliere la loro storia e i richiami fantasiosi dei loro nomi: dalla Grotta della Civetta, a quella della Madonnina o della Torre di Pisa. Nel sito delle grotte si trova anche un museo dedicato al loro scopritore Francesco Anelli. Inoltre, durante tutto l’anno è possibile assistere ad uno spettacolo di acrobazia aerea che ha luogo nella caverna d’ingresso: una rivisitazione dell’inferno dantesco, “Hell in the cave“, che trova nell’oscurità delle grotte un’ambientazione perfetta.


Monopoli

La prima cosa che viene in mente pensando a Monopoli è che la città abbia dato il nome al famoso gioco di società. Non è così invece, anzi non esistono legami tra i due omonimi. Monopoli si direbbe una delle tante bianche e placide città pugliesi in riva al mare, che riposa tranquilla nel sole, accarezzata dal vento. Invece ha un’anima molto più viva e se gironzolate per il suo centro ve ne accorgerete. Lo dimostra anche il fatto che è un porto di mare.

Innumerevoli sono le chiese visitabili a Monopoli. Il castello e una passeggiata lungo le mura sono una tappa che merita. La mia attenzione è stata tuttavia catturata dal bellissimo tratto a piedi sul lungomare e dalle minuscole spiagge, anche sotto le mura, prese d’assalto in una giornata di sole.


Polignano a mare

Credo di poter dire a cuor leggero di aver lasciato un pezzettino di me a Polignano. Non so di preciso cosa mi abbia preso così tanto di questa città, ma non riuscivo a smettere di fare foto: è stato il mio modo per cercare di imprimermi quante più cose belle possibili nella memoria e preservarle al meglio.

Complice la primavera, a Polignano sono esplose le fioriture colorate in riva al mare. Un mare verdeblu, che chi ha passato l’infanzia sulla riviera romagnola come me fatica a spiegarsi. La città è lei stessa un enorme monumento all’aria aperta, un’apoteosi di colori brillanti in un panorama da sogno.

Polignano è il posto perfetto per rilassarsi ascoltando le onde dalle scogliere a picco sul mare, con il vento che soffia costante: non c’è da meravigliarsi che Domenico Modugno, originario di Polignano, ne abbia tratto la giusta ispirazione per scrivere il suo capolavoro “Nel blu, dipinto di blu”.


Carovigno

Piccolo paesino non lontano dall’Adriatico, Carovigno è noto principalmente per il Castello Dentice di Frasso (da non confondere con l’omonimo di San Vito dei Normanni), che prende il nome dall’ultima famiglia che lo ha abitato. Nonostante gli orari di apertura del castello alle visite non siano ben chiari, se avrete la fortuna di entrare ad attendervi ci sarà l’ombreggiato cortile di una residenza dall’origine incerta. Si pensa che il castello risalga al periodo normanno, ma l’architettura più vote rivisitata e la mancanza del mobilio originale lo rendono un luogo senza tempo.

Negli interni del castello potete rincorrere i particolari che testimoniano la presenza dell’antica famiglia dei Dentici di Frasso: il loro stemma, appunto un dentice, è impresso qua e là su camini, architravi e ingressi. In una sala del castello è infine conservata la copia di un relitto di una nave mercantile romana rinvenuto presso la vicina Torre Santa Sabina. Si tratta del reperto di nave meglio conservato del Mediterraneo, il cui originale per motivi di conservazione si trova ancora in fondo al mare.


Brindisi

Brindisi è sempre stata una città portuale. Addirittura il suo nome, dal greco “testa di cervo”, è legato alla particolare forma del canale portuale che ancor oggi ha sbocco sul mare. Tantissimi sono i luoghi di interesse in questa città. Il più famoso è probabilmente quello della colonna romana che si innalza su una lunga scalinata di fronte all’imboccatura del porto. Al suo fianco spunta il residuo di una seconda colonna, mutilata dal crollo ma conservata nella sua posizione originaria.

Sono arrivata a Brindisi convinta che queste colonne segnassero la fine della Via Appia, ma ho poi scoperto che la loro storia ha origini ben diverse ed è legata alla natura stessa della città. Le colonne di Brindisi sono un monumento celebrativo, un saluto al mare e ai naviganti che si approssimano ad affrontarlo. Si suppone che in tempi antichi ospitassero sulla sommità delle statue di bronzo. Per questo motivo pare addirittura abbiano dato loro stesse lo spunto per erigere le monumentali colonne in Piazza San Marco a Venezia, oggi ancora sormontate dalle statue dei protettori della città.

A Brindisi trovate esempi di architettura fascista nel Monumento al Marinaio d’Italia, che si innalza come una stele bianca svettando sul canale del porto, e nella Fontana dell’Impero, ma anche di architettura normanna nella chiesa di San Giovanni al Sepolcro e nella cattedrale di Brindisi. Fortunatamente la stragrande maggioranza delle attrazioni brindisine è visitabile gratuitamente: questo vale per le già citate chiese, ma anche per il palazzo Granafei-Nervegna, dove è conservato il capitello originale della colonna celebrativa ancora intatta del porto. Uno spettacolo notevole dal vivo!

Oltre ad ammirarne la collezione di reperti antichi in ottimo stato, salendo sulla terrazza del museo Faldetta (anch’esso gratuito, prendete qui aggratis una bella mappa della città) si gode di un bellissimo panorama sulle colonne e sul porto, fino a scorgere anche la casa in cui spirò il poeta Virgilio. Infine, appena fuori dalla città e vicinissima all’aeroporto si trova Santa Maria del Casale, una chiesa piccola ma dagli interni molto interessanti, annoverabile tra i gioielli di Brindisi per i suoi affreschi incredibilmente ben conservati. Al di fuori della chiesa il piccolo chiostro è aperto al pubblico.


Se avete più tempo

Per gli interessati che hanno a disposizione più tempo da passare in queste zone, ecco alcune tappe che vale la pena considerare, ma che non siamo riuscite ad inserire nel nostro itinerario:

  • Le rovine romane di Egnazia, sulla costa adriatica nei pressi di Fasano
  • Fasano, famosa per le sue U’mbracchie
  • Martina Franca, città del Barocco
  • Putignano, famosa per il carnevale più antico d’Europa

Che ve ne pare di questo itinerario? A quando il vostro prossimo viaggio in Puglia? 😉

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

4 Replies to “Puglia on the road: itinerario in alto Salento e Valle d’Itria

    1. Ciao Francesco, grazie mille! Beato te che li frequenti da tanto, io ho scoperto da poco la Puglia e vorrei essermi svegliata prima! Goditela anche al prossimo giro allora, un saluto!

  1. Sono stata lo scorso anno in questa zona ma purtroppo non ho avuto tempo per visitare Polignano e mi è dispiaciuto molto perché deve essere splendida. La Puglia mi è piaciuta tanto e spero di tornarvi presto.

    1. Ciao Stefania, è proprio vero! Si tratta di un posto meraviglioso senza mezzi termini! Tra bei posti e cibo buono io ho già un sacco nostalgia. Spero che anche tu riesca a ritornarci presto 😉 Un caro saluto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.