Com’è la vita degli studenti in Cina

Sovraffollamento è una parola sulla bocca di tanti in Europa pensando alle grandi metropoli cinesi. Per chi non si è mai trovato in Cina però è difficile immaginare fino a che punto questa realtà incida sulla vita di tutti i giorni: non solo nella vita dei singoli, ma anche nei rapporti sociali.

Pechino è per certi versi un caso estremo, ma la sua realtà non è poi così diversa da quella delle altre principali città cinesi. Molto dipende dalla nicchia che a ciascuno viene “destinata”. Io parlo per esperienza della mia vita universitaria, dove ad esempio agli studenti stranieri viene riservato uno spazio più confortevole, in termini di alloggio, rispetto a quello degli studenti cinesi. Ciò non toglie che però ad un primo impatto risulti comunque minuscolo.

La camera mia e della mia coinquilina a Pechino (dormitorio studenti stranieri)

Gli studenti stranieri vivono di norma in stanze singole-per-due-persone (pensate come singole, ma dove viene fatto stare il doppio del mobilio), mentre gli studenti cinesi in stanze da tre, quattro, sei o otto persone (queste ultime si vedono già meno), non necessariamente molto più grandi delle “doppie” per stranieri (lo spazio è organizzato in maniera diversa e i mobili sono “impilati”).

Nella mia esperienza di vita all’università di Pechino mi è capitato di vivere sia in dormitori di studenti internazionali che cinesi, con condizioni di vita differenti. Ad esempio, gli studenti cinesi devono rientrare entro mezzanotte, perché i cancelli del dormitorio vengono chiusi, e godono in genere anche di minori comfort all’interno del dormitorio. Quello in cui ho abitato era anche di più vecchia progettazione, con un sistema di riscaldamento dell’acqua alquanto obsoleto. Di conseguenza l’acqua calda nelle docce arrivava il pomeriggio e la sera, mentre nei rubinetti anche no.

A ciascuno studente nei dormitori cinesi è riservata una sorta di nicchia in una camera condivisa con altre due, tre o cinque persone. Si tratta di uno spazio di pochi metri quadri in cui si incastrano una scrivania e un mini armadio, sopra i quali si impila il letto.

Lo spazio singolo nel dormitorio cinese

Questo blocco è affiancato a quello degli altri inquilini, con lo spazio di un piccolo corridoio per passarci in mezzo. Noi foreigners abbiamo avuto il privilegio di vivere solo in due nella stessa camera, ma non è cosa di ordinaria amministrazione per gli studenti autoctoni.
La cucina non è prevista negli studentati cinesi, mentre in quelli per studenti internazionali è di dimensioni caustiche e pressoché inutilizzabile, visto la massa di persone che si trovano a condividerla. Perché al di fuori dello spazio-camera tutto viene condiviso. Il bagno in camera è tanto unico quanto raro. E magari senza acqua calda.

Una conseguenza prevedibile di questo stile di vita, ma che ha avuto un certo impatto sulle mie abitudini, è stato rinunciare alla possibilità di cucinare e poter avere gente a “casa” mia. Insomma qui non c’è posto per la prodigale ospitalità italiana.
Data una tale destinazione degli spazi interni, ne va che la vita quotidiana (per lo meno per gli studenti) si sposta di solito al di fuori, nello spazio pubblico. Mense e biblioteche sono affollatissime, e aule di lezione che vengono usate a mo’ di aule studio in mancanza di quelle vere e proprie.

Pranzo e cena al ristorante o comunque fuori casa. D’altronde in Cina il cibo è piuttosto economico e si trovano prelibatezze che non hanno niente a che vedere col cibo cinese che conosciamo in Europa. Il cibo è tradizionalmente regionale ma in ogni città si possono trovare i ristoranti più vari. Puoi leggere cosa si mangia in Cina e alcune notizie sui cibi più tradizionali della cucina cinese.

Gli spazi stretti limitano estremamente la sfera personale: spazio per sé soli in Cina si trova difficilmente. Da qui la solitudine (come possibilità di stare soli) acquista un valore particolare. D’altra parte, la gente sembra sentire meno il bisogno di privacy, specie le generazioni più anziane. Vedi le donne che nelle toilette pubbliche non vedono motivo di chiudere la porta.
Il sovraffollamento spiega anche il fatto che le persone non facciano troppi complimenti spintonandosi sui mezzi pubblici o che spesso e volentieri non si rispetti la fila al supermercato.

Non fatevi spaventare da questo quadro in apparenza poco roseo: un modo per conoscere meglio qualsiasi cultura è vivere come vivono i locali e sperimentare abitudini diverse. Superare la propria zona di comfort può essere inizialmente impegnativo, ma aiuta a sentirsi più consapevoli del proprio modo di essere e di quello degli altri.

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

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