Le 5 migliori scuse per non partire

Partire non è solo fare una valigia, mettersi in spalla uno zaino, varcare la soglia di casa e andare all’avventura. O meglio, è anche questo, ma alla partenza io associo soprattutto un’idea di cambiamento. Si cambia aria, ambiente, giro di persone e in casi estremi anche abitudini, lingua e alimentazione.

Partire è prendere la decisione di fare un passo avanti. Letteralmente, di sbilanciarsi da una situazione stabile (che forse ci è diventata stretta) e fare un passo verso l’ignoto.

Panorama dei monti di Wuzhishan nell’isola di Hainan, China

Quante volte sento dire: mi piacerebbe andare nel tal posto, vorrei poter visitare quel paese o mollare tutto e vivere un’avventura? Sarò dura, ma quanti di voi che l’hanno mai seriamente pensato e hanno poi fatto qualcosa di concreto per mettersi in strada? A tutti piace sognare, ma quando si tratta di scombussolare la nostra routine per inseguire un sogno, allora ci mettiamo inconsciamente dei paletti davanti per evitarci di compiere un passo così decisivo.

Nel viaggio ho personalmente scoperto il modo migliore per mettermi alla prova, scoprire ed imparare, vivere intense emozioni e molto altro. E’ diventata la mia personale ricetta contro l’indecisione e la mancanza di stimoli e la consiglio sempre a chi senta di avere raggiunto un punto di stallo e non sappia bene cosa fare.

Vivere oltre la propria zona di comfort fa venire i nodi al pettine e aggiunge nuove variabili alla nostra equazione di vita. Non sto dicendo che tutti dobbiamo per forza partire, ma solo che è comprovato che sradicarsi da un contesto di vita, lavoro o rapporti interpersonali che non ci soddisfa aiuta a vedere nuove strade. Ciò nonostante continuo a sentire gente intorno a me che si lamenta della propria condizione senza realmente muovere un dito per cambiare le cose.

If you don't like how things are

Se non sei felice dove sei perché non cerchi di cambiare e trovare qualcosa che faccia più al caso tuo altrove? Te lo dico io: per il semplice fatto che è più facile rimandare le decisioni da prendere quando c’è qualche cosa che giustifica il tuo modo di essere e la tua situazione attuale. Di seguito ho elencato le scuse più comuni, vediamo se vi ci ritrovate!

1) Viaggiare è pericoloso

La più ingenua e comprensibile delle emozioni è forse il deterrente più potente all’azione: la paura. Spesso purtroppo non sono solo le nostre paure ad entrare in gioco, ma anche quelle che gli altri proiettano su di noi. Il potersi trovare in pericolo di vita è forse la più grande di queste: tuttavia all’estero come “a casa nostra” non possiamo comunque avere un pieno controllo sulle circostanze, né prevedere quello che accadrà. Se ci pensate però è incredibile come la paura di morire paradossalmente ci blocchi e non ci faccia correre rischi per vivere ed essere liberi.

Importante è vedere le cose in modo relativo: prendete la paura degli attentati. Considerare pericoloso mettersi in viaggio per via di attacchi terroristici nasce dal fatto che la probabilità che si presentino è tutt’altro che trascurabile: ma il fatto che accadano nel tempo e luogo in cui ci troviamo fa scendere drasticamente il margine di rischio di incappare in queste circostanze. Allo stesso modo vedere pericolo ovunque solo perché abbiamo idea che un certo paese sia pericoloso, non lo rende per forza tale nella realtà dei fatti (quantomeno non dovunque).

2) Viaggiare è costoso

Tutto dipende da come uno viaggia: se la tua priorità è quella di goderti una vacanza badando poco alle spese, ovviamente la durata del viaggio si accorcerà di conseguenza. Se quello che ti interessa invece è restare via quanto più a lungo possibile, automaticamente le tue scelte si orienteranno al risparmio. Esistono varie possibilità per i viaggiatori con budget ridotto che includono il pernottamento gratuito: Couchsurfing offre ai viaggiatori un alloggio gratuito ed è un’occasione per conoscere gente da tutto il mondo. Siti come Worldpackers, Gocambio o Helpx lo fanno in in cambio di una prestazione lavorativa (a volte chiedendo una piccola tassa di iscrizione o di utilizzo, che altro non è che un contributo per mantenere in vita il sito stesso).

Una preoccupazione diffusa è anche quella di non riuscire a mettere da parte abbastanza soldi per un viaggio o di tornarsene poi a mani vuote e non avere di che vivere. E’ vero che partire con un certo gruzzolo aiuta ad avere meno pensieri su come sopravvivere una volta via, ma sono convinta che nella necessità delle circostanze il nostro istinto di sopravvivenza si risvegli e si metta effettivamente all’opera. Poi pensate davvero che le vostre famiglie vi neghino un tetto sopra la testa se proprio non doveste avere di che mantenervi al rientro?

Yunnan kid
Bimbo affacciato sul balcone di una casa in Yunnan, Cina

3) Bisogna avere chi ti accompagni

Questa è stata la principale preoccupazione dei miei genitori quando mi hanno visto decisa a ripartire per un lungo viaggio. Qui torniamo alla questione sicurezza: sono convinta che una certa dose di prudenza sia necessaria, ma senza che sfoci in paranoia. Molto spesso sono le opinioni altrui che generano insicurezza e ci fanno desistere dal partire. La regola d’oro è quella di informarsi: nel caso migliore da chi ha già fatto esperienze nella zona dove puntate di andare. Ma ancora più importante è far passare l’idea che viaggiare da soli, anche al femminile, non solo è possibile, ma diffusissimo! Date un’occhiata al sito di Viaggio da sola perchè: questo gruppo di donne che viaggiano da sole vi farà ricredere su molti pregiudizi 😉

4) Organizzare un viaggio è difficile e impegnativo

Nessuno organizza il viaggio per noi (a meno di non andare in agenzia, ma sono costi aggiuntivi che si sommano alla spesa del viaggio), e tra il dire e il fare c’è di mezzo obiettivamente un gran mare di ricerche. Se poi avete idea di andare in paesi extra-europei, spesso c’è da sbrigare anche una dose extra di burocrazia (parlo di visti e assicurazione sanitaria).

Molte persone si fanno demotivare dai preparativi necessari ad un viaggio, come se nessuno prima di noi ci fosse passato e dopotutto non valga la pena impegnarsi. Il primo passo come sempre è il più difficile, ma oggigiorno non è nemmeno così complicato trovare le informazioni che servono per potersi organizzare. Internet mette in contatto con altri viaggiatori che hanno già vissuto le stesse esperienze: una piccola miniera d’oro da cui attingere.

5) Sensi di colpa

Partire per un viaggio non è un capriccio, anzi può diventare una vera e propria scuola di vita. Sta ad ognuno vedere come trovare il tempo e i soldi per viaggiare: più riesci ad autofinanziarti ed essere indipendente nell’organizzazione meglio è. Sappi soprattutto che la scelta di partire dipende solo da te!

Possono esserci le voci di chi ti fa pesare il fatto di abbandonare il lavoro, a ricordarti del posto che stai occupando in società, per il quale ci si aspetta che ti comporti da persona responsabile. Aggiungici l’influenza di chi ti è vicino, non da ultimo i familiari, il cui generale interesse è che tu riesca a costruirti una vita stabile e una carriera solida: la cerchia di contatti di ognuno in genere rappresenta un monito a deviare da un percorso prestabilito.

Ti propongo un gioco: invece di guardare a come vuoi vederti tra qualche tempo, poniamo dieci anni, prova a fare il contrario. Pensa a quando arriverai a quell’età e pensa a cosa potrai aver vissuto fino a quel momento. Indipendentemente da cosa avrai raggiunto, ti rimarrà pur sempre solo una certezza: quello che ti sei costruito e che ha forgiato il tuo cammino fino ad allora. Se guardi indietro agli anni che ti hanno portato fin là, cosa vuoi vedere? Pensa a cosa vorresti poter aver vissuto da qui a dieci anni, a cosa vuoi ritrovare nel cammino dietro di te. E metti a punto la tua bussola 😉

Niente è per caso, ma tutto accade perchè l’abbiamo voluto col nostro impegno e iniziativa. Non si può aspettare che le cose arrivino e che la nostra vita si costruisca da sè. Dobbiamo aiutarci a plasmare il nostro futuro.

E ricorda: dove c’è la volontà, c’è una via.

Merken

Merken

Merken

Merken

Merken

Merken

Merken

Merken

Merken

Merken

Merken

Autore: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi. Attualmente in: Nicaragua

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *