Un matrimonio polacco

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Quando una vecchia amica Erasmus mi ha invitato al suo matrimonio in Polonia la mia prima reazione è stata di puro entusiasmo. Vuoi mettere dire di poter andare ad un nozze in un altro paese? La seconda reazione, più moderata, è stata di lieve panico: non solo mi trovavo a partecipare ad un evento così importante in un paese della cui lingua tuttora non capisco più di venti parole, ma avrei dovuto senz’altro farmi un bagno di cultura polacca per evitare brutte figure.

Le cose sono andate più o meno così: un’amica inglese, che era stata invitata insieme a me al matrimonio e che condivideva in buona parte le preoccupazioni della sottoscritta, mi inviò un articolo che in inglese suonava più o meno come “La guida di sopravvivenza ai matrimoni in Polonia”. Benchè inizialmente lo accolsi come la manna, l’articolo non servì a lenire le mie ansie, ma piuttosto a far crescere in me la paura che sarei affogata in un mare di vodka e sotto una montagna di cibo.

Fatto sta che sono partita: abbiamo raggiunto la nostra amica il giorno prima delle nozze, passando una piacevole serata di chiacchiere e preparazione della cerimonia davanti ad un paio di bottiglie di vodka e vino casalingo. La mattina dopo la famiglia ci ha assoldato per gonfiare palloncini con cui addobbare la casa della sposa: vige la consuetudine che sia lo sposo a passare a prendere la sposa a casa sua (senza poterla vedere il giorno prima).

I due se ne vanno poi verso la chiesa, seguiti dal corteo di parenti in macchina. Lungo la strada è buona norma lasciare dei regali ai passanti, di modo che condividano la gioia della famiglia degli sposi: è stato così che il nostro corteo di macchine si è fermato più volte per distribuire caramelle ai bambini e bottiglie di vodka agli adulti che hanno avuto la fortuna (o si sono appostati?) sulla strada.

Una provvidenziale installazione per seguire i canti in chiesa... a sapere il polacco!
Una provvidenziale installazione per seguire i canti in chiesa… a sapere il polacco!

I matrimoni in Polonia sono tendenzialmente cattolici. Cosa che non compromette tuttavia la quantità di alcol che circola durante i festeggiamenti, nè tantomeno la durata degli stessi. Spesso alla festa di matrimonio in sè (che è molto probabile si protenda fino all’alba), fa seguito un afterparty più sobrio (puramente nello stile, non  certo per il minor consumo di alcol) il giorno successivo.

Ecco come sono andati i festeggiamenti: la guida di cui sopra mi aveva ben messo in guardia dalla quantità di cibo da aspettarsi ad un matrimonio polacco. Non direste, ma non ci potevo credere finchè non l’ho visto con i miei occhi. Le portate di per sè non fanno sospettare niente di proibitivo per le singole quantità: infatti viene in genere servito un menù ricco e piuttosto completo, dove ogni commensale può servirsi di ciò che gradisce.

Dove sta il problema nel gestire questa cosa? Credetemi se vi dico che la mia fame, ma soprattutto la mia capacità digestiva non sono esattamente quelle di un criceto. Ma come la mettiamo se le portate di un pasto normale vengono servite di nuovo, e ancora, e ancora, per tutta la notte, a distanza di una o due ore? Mi viene da dire che anche voi iniziereste ad augurarvi di non avere più uno stomaco!

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La parte migliore però è la vodka. Ho letto che le famiglie polacche partono per tempo e mettono molta cura nella scelta della vodka per un matrimonio, sia per questioni di qualità che soprattutto di quantità. Questo liquore ha un valore celebrativo notevole nella cultura polacca: si brinda con vodka tanto nella gioia quanto nel dolore (infatti è molto popolare bere pesante anche ai funerali).

Quando inizialmente ci siamo messi a tavola per la cena di nozze sul tavolo c’erano solo solo caraffe di succo, o così almeno mi sembrava: qualcosa di arancione, qualcosa di giallo opaco e infine qualcosa di trasparente con foglie di menta e fettine di limone. Prima che potessi accertarmi del contenuto di ognuna ci hanno raggiunto i camerieri, portando ciascuno una quantità consistente di bottiglie che ho accolto con un senso di sollievo, pensando si trattasse finalmente di acqua. Ovviamente era vodka! Ad una prima occhiata pareva ce ne fosse quasi una a testa, ma poi ho ridimensionato il mio sconcerto e calcolato che doveva probabilmente esserci una bottiglia ogni due-tre persone. Quantità modeste insomma.

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Il programma di un matrimonio polacco prevede l’intrattenimento degli invitati da parte di un moderatore, che veste un po’ il ruolo del comico e dirige giochi e attività di gruppo, così come le pause di ballo tra una portata pantagruelica e l’altra. Abbiamo preso su il giro alla svelta, considerando i momenti culinari come un intervallo rifocillante prima e dopo aver ballato e cantato (non chiedetemi cosa): questo mi ha personalmente dato una bella spinta a unirmi al gruppo danzante, pena lo stare seduta a tavola ed essere coinvolta nell’infinito giro di brindisi dalla cortesia di chi ci teneva a far sentire ben accolti anche gli ospiti stranieri.

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Il mio posto a tavola (immancabile il bicchierino da shot a lato)

Finalmente, una cosa davvero importante: un matrimonio è in fin dei conti un’occasione per conoscere gente nuova. Il monito di mio nonno, e cioè che sarei tornata a casa con un marito anche io, non si è avverato, anche se devo dire che è bene farsi accompagnare o chiedere a chi vi invita di potervi trovare un accompagnatore o un’accompagnatrice. Posso garantire che non rimarrete delusi! Ho conosciuto persone molto cortesi, ma soprattutto accoglienti e che hanno sempre cercato di farci sentire coinvolti nonostante non capissimo una parola.

Troverete buona compagnia e ballerini indiscutibilmente bravi (ho visto sessantenni zompare più vivacemente di me dieci anni fa e ballare meglio di quanto potrò mai fare). Detto ciò, spero vi capiti l’occasione di partecipare ad un nozze all’estero e per quello il mio miglior consiglio è uno solo: buttatevi nella mischia e, soprattutto, ballate!

Autore: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi. Attualmente in: Nicaragua

3 pensieri riguardo “Un matrimonio polacco”

  1. Partecipare ad una celebrazione all’estero, di qualsiasi natura, è uno dei migliori modi per entrare subito a contatto con una cultura diversa. Adoro questo genere di post, e devo dire che il matrimonio polacco sembra, per certi versi, più “divertente” di uno italiano! 🙂

    1. Sono pienamente d’accordo! Credo sia un’esperienza che ti tiene all’erta, non sai mai esattamente cosa aspettarti (a differenza di un matrimonio italiano in genere) 😉 Credo sia un modo per vivere qualcosa di tradizionale (direi che è un’occasione tipica in cui si riscoprono consuetudini e credenze), ma anche per viverlo da un punto di vista interno, come lo vive la gente 🙂

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