7 cose da sapere prima di andare in Inghilterra

Iniziamo col dire che il mio soggiorno in Inghilterra è stato oltremodo breve, ma come sempre in questi casi, quando mi riesce di far visita ad amici del posto, faccio di tutto per tirarne fuori quante più conoscenze possibili sul luogo che sto visitando. Iniziamo con alcune impressioni che ho raccolto, cercando in seguito di lasciarvi alcuni utili consigli per il vostro prossimo viaggio oltre la Manica.

La prima impressione che ho avuto sull’Inghilterra è stato quando ho cambiato i miei euro in pound e mi sono vista mettere in mano queste sfavillanti banconote, dove risalta il rispettabile profilo della Regina Elisabetta. E credo di essermi ritrovata a guardarle come si guarda lo scettro reale.

Anzi no, forse dovrei dire che la mia prima impressione sull’Inghilterra sia stato il fatto che tutti la identificassero automaticamente con Londra. Se vi dico Germania penserete a Berlino, ma non vi viene da ricollegarla anche a Monaco o Colonia? Non sono poche le città inglesi ad essere decisamente famose (anche solo per dire le città universitarie più prestigiose, Oxford e Cambridge), eppure il volto del turismo di questo paese sembra incarnato solo da Londra. Non senza ragione dopotutto.
Un altro capitolo andrebbe dedicato a come la gente confonde Gran Bretagna, Regno Unito e Inghilterra credendoli sinonimi. In breve: la Gran Bretagna è un concetto geografico e indica il territorio di quell’isola che sta a nord del Canale della Manica e ad est dell’Irlanda; Regno Unito invece è una denominazione politica che fa riferimento all’unione tra Gran Bretagna e Irlanda del nord; infine Inghilterra è identificabile più o meno come una regione, che insieme a Galles, Scozia e Irlanda del nord costituisce una parte integrante del Regno Unito.

Un’impressione dominante di questo viaggio è stata la sensazione di trovarmi spessissimo all’interno di scenari da film: sarà stato il fascino delle architetture vittoriane, delle innumerevoli cabine telefoniche (che si stanno pian piano riconvertendo, perchè oramai fuori uso) o degli autobus a due piani stile “Nottetempo”, fatto sta che era come se nel mio cervello vedessi passare continuamente scene dei film di Harry Potter, Peter Pan e Wallace&Gromit (ora siete anche consapevoli della mia oltremodo penosa cultura cinematografica). Prossimo passo sarà guardarmi per lo meno “Notting Hill”.

Poi c’è da dire che gli inglesi sono un popolo molto “polite: il che non si limita solo alla consuetudine di ringraziare e scusarsi con una frequenza che farebbe arrossire il galateo italiano, ma anche nel limitarsi a mostrare un tacito dissenso nei confronti di comportamenti poco educati (invece ad esempio di inveire enfaticamente tipo all’italiana).

Ora mi piacerebbe darvi alcuni consigli pratici per gestirvi la vita in Inghilterra, ma anche e soprattutto aspetti culturali cui fare attenzione, specie per non incappare nelle tipiche figure da italiani all’estero: sono cose di cui sono venuta a conoscenza e che mi ha aiutato sapere durante il mio viaggio. Spero riusciate a tirare fuori il meglio dal vostro soggiorno e ne ricaviate una bella esperienza.

 

1) Attenzione al meteo: parrebbe essere l’argomento principe per attaccare bottone con un inglese. Cosa che non sorprende, se pensate che in Inghilterra le previsioni vengono aggiornate ogni mezzora! Questo perché il tempo cambia in modo alquanto repentino e offre quindi spunti di conversazione notevoli! Quasi superfluo aggiungere che è sempre bene avere con sè un ombrello.

2) Rispettare la fila: non so quale punizione divina possa abbattersi su chi osi saltare la coda in Inghilterra. Anche se probabilmente gli inglesi stessi si limiterebbero ad indignarsi, sappiate che è considerato un gesto di notevole sgarbo e non un furbo escamotage per guadagnare tempo.

3) La distanza tra le persone: ricordatevene soprattutto mentre starete facendo la fila da qualche parte 😉 A paesi diversi corrispondono culture differenti, un aspetto delle quali si manifesta anche nella prossemica, cioè la distanza che consideriamo come appropriata in base ai diversi tipi di rapporti umani. Quella che noi italiani siamo abituati a tenere in pubblico sfocia probabilmente nelle sfera personale di un inglese. Ergo, rispetto e niente calca!

4) Non scordare le mance: il servizio al bar o ristorante si paga extra. Di solito è buon costume lasciare un  10% della spesa a chi ci ha servito, ma anche e soprattutto una parola gentile e un immancabile “thank you”. A volte la quota per il servizio è tuttavia già prefissata, controllate gli scontrini!

5) Ringraziare: non saprei dirvi bene per cosa o quando, ma un “grazie” in più ci sta sempre bene. Ho sentito gente ringraziare chiunque e per ogni cosa possibile, anche l’autista per la corsa prima di scendere dall’autobus. Non abbiate paura di essere troppo cortesi!

6) Programmare: specie se vi trovate a Londra, è un must. Non solo per l’inesauribile fonte di attrazioni che la città offre, ma anche e soprattutto per scampare le orde di turisti sempre presenti in giro per le strade, i mercati e i musei. E perché in Inghilterra la vita scorre con un anticipo di un paio d’ore rispetto alle nostre abitudini: farete fatica a trovare da mangiare nei pub dopo le 20, cosí come musei aperti dopo le 17.30.

I musei principali sono ad ingresso gratuito, tuttavia questo non vi eviterà una scelta critica: se andrete durante il weekend li troverete assediati dai turisti, mentre invece durante la settimana (per lo meno al mattino) sono invasi da scolaresche che sembrano non avere mai fine. Vale assolutamente la pena visitare anche i mercati della città, pur tenendo presente che molti chiudono la domenica (come è naturale, ma si vede che a volte continuo a pensare come se fossi ancora in Cina), mentre altri non aprono in modo regolare.

7) Occhio ai trasporti: sfruttate quelli pubblici piú che i bus turistici, ma fate attenzione ai taxi: quelli neri, classici londinesi, vanno a taximetro e non permettono di predire quanto ci costerà una corsa. Esistono però anche i minicab, che hanno l’aspetto di normalissime macchine, ma si possono prenotare online chiamando il servizio più vicino della zona in cui siete.  In tutto ciò anche l’opzione minicab non è comunque molto economica, tuttavia vi permette di conoscere in anticipo ciò che andrete a spendere, dato che viene stipulato un prezzo fisso in base alla vostra destinazione. Ottimo in casi di emergenza e se riuscite a dividere la spesa tra piú persone!

Il sito dei trasporti londinesi è  comodissimo, anche se per spostarvi nella capitale consiglio a tutti di procurarsi una Oyster, soprattutto perchè di recente non è possibile fare i biglietti sull’autobus. Pur non essendo il mezzo più pratico sulle lunghe distanze, è senza dubbio quello più conveniente per tragitti brevi.

A proposito, a Londra si trova il wifi quasi ovunque, fatevi un account gratuito sulla rete di The Cloud, potrete connettervi presso diverse stazioni della metro e anche da alcune catene di ristoranti, tipo Wagamama). Tutto quello che ancora vi serve sono un volo, un alloggio, ma soprattutto una bella colonna sonora per gustarvi il viaggio!

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

One Reply to “7 cose da sapere prima di andare in Inghilterra”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *