L’esperimento dei 25: partire da soli

Quest’anno ho fatto gli anni lontano da casa. Anche lo scorso anno mi è capitato di essere all’estero durante il mio compleanno, ma per qualche motivo ho sentito che stavolta avevo un’occasione unica per fare qualcosa di nuovo: quando mi sarebbe ricapitato di festeggiare un compleanno in Cina?

Seguendo l’esempio di alcuni amici tedeschi, che sono piú per il mantenere private certe ricorrenze, per la prima volta mi sono anch’io ribellata alla retorica dei tradizionali festeggiamenti in stile festa&regali. Volevo che quest’anno mi lasciasse con un’esperienza diversa e ho voluto cogliere l’occasione per tentare un esperimento.
Anche qui ho preso spunto dall’idea di un’amica, che per il proprio compleanno aveva deciso di fare le valigie e andarsene per un po’ al mare. Ho avuto il piacere di accompagnarla e mi sono resa conto di come, anche senza festeggiamenti, siamo riuscite a passare una giornata memorabile. L’ho vista felice.

Ora veniamo alla mia parte di esperimento. Decisi di organizzare un viaggio per conto mio, senza voler escludere nessuno dei miei compagni e perciò rendendo noto cosa avessi in mente, ma dando la priorità alle mie esigenze e non scendendo a patti sul programma.

Risultato: sono partita da sola con destinazione Hong Kong e Macao, otto giorni di viaggio. Il fine ultimo dell’esperimento era vedere come sarebbe stato passare un compleanno in solitudine, anche se non da ultimo volevo davvero mettermi alla prova e vedere in che modo, da sola, sarei riuscita a stringere amicizie viaggiando.

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Un angolo del Taipa Village, Macao

Bella roba, direte voi, e dove sta il senso in tutto ciò? Se partite dal presupposto che mi ritengo pur sempre una persona timida e mi ero fino ad allora per lo più appoggiata ad altri per organizzare viaggi in Cina, questa per me rappresentava l’occasione per dimostrarmi che potevo finalmente proseguire sulle mie gambe, anche nel nuovo continente. A tutto ciò si univa la variabile del viaggio da soli, che, avevo sentito da amici più navigati di me, offriva innumerevoli vantaggi ed attrattive.

Più di una volta mi è capitato di partire in solitaria, ma vuoi lo scarso tempo di permanenza o gli amici che già c’erano ad aspettarmi dove andavo, non avevo mai viaggiato effettivamente da sola, nè avevo sentito il bisogno di cercare davvero compagnia dove poi mi trovavo. Il punto del mio esperimento qui invece stava nel volermi mettere di proposito in un contesto nuovo (addirittura al di fuori della Cina, ambiente che mi stava lentamente diventando familiare, per andare oltre confine ad Hong Kong e Macao, territori amministrativamente indipendenti dalla Cina continentale) e starci per conto mio, trovandomi faccia a faccia con me stessa.

Ad essere sinceri, lo scopo primo del viaggio che andavo a intraprendere era cercare di vincere la paura di potermi sentire sola: ragion per cui ho proprio voluto mettermi nella condizione di trovarmi da sola per una settimana.

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Una piccola testimonianza da Hong Kong

Com’è andata? E’ stato, senza mezzi termini, il più bel compleanno che abbia mai passato. E sapete perchè? Non solo perchè ho finito col non essere sola, ma più di ogni altra cosa non ho sentito il peso di dover fare qualcosa di particolare per rendere speciale quel giorno. Lo è stato e basta: vuoi il caso o i programmi di viaggio che (non) avevo fatto, ho sentito di voler essere proprio lì in quel momento. Quasi non mi veniva da pensare che giorno fosse: mi ero liberata dell’ansia di dovergli dare un significato festeggiandolo. I pochi auguri dei miei familiari e di alcuni amici (ho tolto apposta la data dal calendario di Facebook) mi sono piú che bastati e li ho sentiti sinceri, perchè se lo ricordavano davvero.

Ora vi chiederete: quali sono i vantaggi del viaggiare da soli? La cosa che ho apprezzato più di ogni altra è stato il poter interamente decidere del mio tempo. Questo almeno finchè non ho trovato compagnia con cui condividere un paio di escursioni, ma anche in quel caso ognuno ha seguito il proprio ritmo per le visite. I viaggiatori sono familiari con la logica dello spostarsi lentamente, godendosi un luogo, invece di passare per due scatti e via.

Unito a ciò, c’è l’indiscutibile fatto che viaggiando da soli siamo costretti a restare in buona parte in compagnia di noi stessi. La solitudine è un concetto che non suona bene all’orecchio italiano: chi è solo non sta bene, non ha amici e ha probabilmente difficoltà a socializzare. Il comune sentire demonizza purtroppo la condizione dello stare soli come qualcosa di negativo e problematico, quando invece costituisce un grande valore. Mai come trovandoci soli abbiamo la possibilità di conoscerci veramente per ciò che siamo. In più godiamo di assoluta libertà, dovendo decidere solamente per noi stessi, su come andrà avanti la nostra giornata.

Non perdete l’occasione di sperimentare qualcosa (anche se, aggiungerei, con la dovuta sicurezza) e di mettere sempre alla prova i vostri limiti. Fate crescere il vostro io e la vostra fiducia in voi stessi: arriverete più lontano, in molti sensi 🙂

Autore: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi. Attualmente in: Nicaragua

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