5 cose che possono andare storte nel vostro ostello in Cina

IMG_8851 Avrei anche potuto chiamarlo “cinque storie di ostelli cinesi”, ma tanti sono i problemi che sono sorti insieme e in più di uno dei posti dove sono stata viaggiando in Cina. Ciò che più li contraddistingue sono proprio le condizioni assurde, o quanto meno incredibili, in cui sono incappata, che hanno tutte a che fare col modo di intendere il soggiorno dei viaggiatori in Cina.

In un anno alla scoperta nel regno del dragone ho avuto l’occasione di pernottare negli ostelli del calibro più svariato, da cui ho raccolto diverse storie ed esperienze che, ora, mi piace ricordare con due risate e raccontare per prendere un po’ in giro i modi di fare di certi gestori infami e la loro organizzazione inesistente. Non direste mai che in un paese possano succedere tante cose strane nei cosiddetti ostelli della gioventù.

1) Un comune problema degli ostelli cinesi è il fatto che alle volte siano introvabili: vuoi perché all’undicesimo piano di un palazzo dentro un cortile dove hanno accesso solo i residenti, oppure perché nel mezzo di un bazar indo-pakistano, dove ogni corridoio è un labirinto e gli ascensori che portano agli appartamenti sono nascosti tra bancarelle strabordanti cibo e chincaglieria varia.

Il momento più memorabile è stato quando, in un giorno di pioggia, io le mie compagne abbiamo girato in taxi in lungo e in largo per le strade di Dali, col tassista che dopo mezzora minacciava di lasciarci a piedi perché stufo di andare avanti e indietro, con l’ostello che non era raggiungibile per telefono, e che abbiam poi scoperto si trovava a dir poco infognato in una stradina invisibile, dove siamo finite quasi per sbaglio. Si sa, in Cina (non fanno eccezione Hong Kong e Taiwan) lo spazio scarseggia e da ogni minimo buco (letteralmente) si ricava qualcosa. Sta a chi ne ha bisogno prodigarsi per trovarlo.

2) Un’altra cosa interessante è come i viaggiatori cinesi affrontino gli inconvenienti dei soggiorni in ostello: qui si fa un discorso generale e si parla solo di problemi legati al pernottamento, ma ho notato che da parte cinese molto raramente c’è la tendenza a protestare se qualcosa non è come dovrebbe essere. Proprio questo è forse il motivo per cui i gestori di ostelli in Cina si permettono tanti sgarri: camere che non coincidono con la prenotazione, richieste particolari ignorate, descrizioni e foto online che ti chiedi da dove le abbiano tirate fuori, dal gran che poco somigliano all’immagine che te ne eri fatto. Non importa se qualcosa non va, gli ospiti più comuni (gli autoctoni) in genere non hanno comunque di che ridire.

Peccato per loro che io sia stata in viaggio anche con amiche tedesche, che di fronte a tali comportamenti non si sono certo risparmiate una sonora protesta. Merito loro, quando possibile, se abbiamo dormito nelle dovute camere e ci siamo risparmiate un po’ di stress 😉

Ricordo ad esempio come una volta avessimo prenotato una camera quadrupla, che si è poi rivelata essere una doppia con letto singolo aggiunto. Ci siamo sentite dire dai gestori che si aspettavano fossimo una famiglia, e che solitamente nei gruppi di quattro persone si hanno due adulti e due bambini. Lasciando da parte la matematica, anche con un minuto fisico cinese avremmo fatto fatica a dormire in quei letti. A protesta avvenuta abbiamo ottenuto di poter avere due doppie.

3) Lo scarso livello di pulizia non è una cosa che dovrebbe stupire, se annoverata tra gli inconvenienti comuni nei soggiorni in Cina. Se a Sanya il clima tropicale poteva essere una scusante per il ritrovarsi in ostello insetti grossi quanto il mio indice (la cosa terribile è che erano pure in grado di volare), ad Hong Kong non ho resistito più di una notte quando ho visto la fiumana di insetti che si disperdeva all’accendere la luce del bagno.

4) In Cina c’è una particolare “politica” di dormitorio: in quelli studenteschi esiste il reparto maschile e quello femminile, quando non addirittura edifici diversi per separarli. Nonostante gli ostelli offrano ovunque anche camere miste, alle ragazze cinesi pare non venga spontaneo dormire in camera con dei ragazzi, né tanto meno il contrario.

Me ne sono resa conto a Qingdao, quando, manco consapevole di aver prenotato un soggiorno in dormitorio misto, mi accorgo di essere finita in camera con solo ragazzi. L’ostello in questione aveva infatti la bellezza di due camere, che in termini cinesi venivano destinate una alle donne e una agli uomini. Peccato che su Booking (dove avevo prenotato io) l’offerta fosse per una camera sole ragazze o una mista, e io avevo semplicemente fatto la scelta più economica.

Così all’arrivo, una volta sistemate le mie cose in una camera da sei letti vuota, ecco che mi vedo sfilare uno dopo l’altro le facce scioccate dei ragazzi che dormivano lì e non si capacitavano del ritrovarsi in camera non tanto una ragazza, ma addirittura una straniera! Abbiamo convissuto senza particolari inconvenienti, ma solo allora mi si è palesata l’evidenza che nessuna ragazza cinese avrebbe mai voluto dormire in un ambiente simile.

5) Dulcis in fundo: ciò che non ti aspetti. Che può essere tutto, e purtroppo credo di averne vissute e sentite troppe per poterle riassumere in poche righe. Ma fresca del mio soggiorno a Xining, voglio raccontarvi l’esperienza per me più stramba in assoluto.

Pernottiamo già da quattro notti nello stesso ostello, dove non sono sorti grossi problemi, anche se il personale non sembra essere particolarmente sveglio, né tantomeno ferrato in matematica. Le cose filano più o meno lisce fino all’ultima notte, quando io e i miei due amici con cui condivido una quadrupla entriamo in camera e ci accorgiamo dell’arrivo di un quarto ospite: trattasi di una vecchina, all’apparenza ultra settantenne, che riemerge dalle coperte non appena sente le nostre esclamazioni di sorpresa all’ingresso. Caso vuole che avesse preso posto e stesse già ronfando nel letto sbagliato: il mio.

Alla reception mi fanno capire che la vecchina si sarebbe lamentata di aver trovato tutti i letti occupati (uno era in realtà libero, ma i gestori “non si sono accorti” che una ragazza se ne era già andata e non l’hanno riordinato): così, vedendo l’età della povera signora, hanno deciso di darle il via libera di scegliersi un letto basso dei due a castello nella camera, ovviamente entrambi già occupati.

Più grande del mistero di cosa ci faccia una signora che potrebbe essere mia nonna in un ostello della gioventù, rimane insoluta la questione su come si possa svendere un letto pagato (con biancheria ed effetti personali al seguito) come se niente fosse.

IMG_8880P.s.: nonostante il numero di disavventure che ho vissuto in molti ostelli in Cina, nulla toglie che esistano anche dei piccoli gioielli, con camere normali e accoglienti, e che, al di là delle sorprese che possano accogliervi nel soggiorno in camera, il paese meriti in ogni caso una visita 🙂

 

Autore: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi. Attualmente in: Nicaragua

9 pensieri riguardo “5 cose che possono andare storte nel vostro ostello in Cina”

    1. Cosa sarebbe un viaggio se filasse sempre tutto liscio? Anche secondo me le disavventure non solo lo rendono piú interessante, ma offrono soprattutto occasione per imparare un sacco! Ero già sul piede di guerra con la vecchina e pronta a lanciarmi nella mia prima litigata in cinese, con un discorso ispiratomi mentalmente dai fumi dell’ira…che poi si è presto sciolta, ma mi ha provato che ne sarei stata in grado 🙂

      1. Hahaha, al tuo posto avrei voluto avere il dono della telepatia per capire cosa le stesse passando in mente 😂 le disavventure son quello che ricorderemo di piu, credo 😊

    1. Potrei dire lo stesso per la Patagonia e la Cambogia 😛 In un panorama così ricco di posti assurdi, quando finalmente si trova qualcosa di decente invece sembra aver ricevuto la manna 😀

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