The Great Firewall

Questo simpatico titolo che tanto si rifà all’immagine della grande muraglia, altro non si riferisce che al muro virtuale innalzato dalle autorità cinesi per circoscrivere l’accesso ad internet all’interno del paese. Il fatto che la Cina abbia bloccato i maggiori social network, nonché svariati siti di pubblica informazione e motori di ricerca non conformi alle linee di pensiero del governo, è una realtà. Tra i siti non accessibili in Cina i più conosciuti sono: Facebook, Twitter, Youtube, Google (e rispettiva Gmail), Dropbox, Flickr e Soundcloud.

Il blocco d’accesso alla libera informazione è stato gradualmente intensificato nel tempo, arrivando a includere sempre più piattaforme: sarà forse noto che dalle famose proteste di Hongkong il bando si è esteso anche ad Instagram da settembre 2014.

Fin qui son cose che, se non sapevate già, avrete probabilmente già orecchiato. La cosa interessante è però che esiste un modo assolutamente legale per aggirare il blocco: è il cosiddetto sistema chiamato VPN (Virtual Private Network), un software che permette di collegarsi ai siti in questione tramite una rete localizzata “al di là del muro”, per così dire. Io quando voglio usare Facebook ad esempio mi collego con i server della mia università in Germania.

Questo protezionismo da parte cinese si spiega col fatto che i più famosi siti vietati hanno pur sempre una versione locale, il cui utilizzo il governo intende promuovere: vedi il motore di ricerca Baidu, il canale video Youku o il social network Weibo. Se da un lato il firewall ha favorito il decollo di startup cinesi, i cui utenti si sarebbero altrimenti rivolti in prevalenza al mercato estero, dall’altro ha creato una sorta di paradosso.
Anche il mondo dell’economia cinese online godrebbe infatti di grossi vantaggi dal poter accedere ai siti internazionali banditi dalla politica di Pechino. E non si tratta solo di tecnologie, informazioni e materiali assenti, rintracciabili in quantità scarsa o non attualizzati sul web cinese: sono i contatti e la possibile espansione delle aziende cinesi all’estero a esserne irrimediabilmente condizionati.
A volte anche tali VPN fanno comunque cilecca e vengono rese inutilizzabili. La corsa è sempre tra controlli sempre più rigidi e sistemi di aggiramento più sfuggenti.

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

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