Mangiare e bere in Cina

2Dedicato a quelli che “la cucina italiana è la migliore del mondo”: dopo aver letto questo articolo probabilmente ne sarete anche più convinti. Ma intanto non sapete cosa vi state perdendo.
Una delle domande che più temo al mio ritorno è la questione cibo. Molti sono convinti che io stia campando mangiando riso e chissà quali schifezze: beh è vero, per lo meno per quanto riguarda il riso. Ma non sia mai che il resto siano schifezze.

“Allora hai mangiato scarafaggi in Cina?”

Niente di strano ad immaginarsi terre lontane in un alone di esotismo, ma se anche in un anno non avrò assaggiato coleotteri (che di strada ne ho ancora da fare prima di rientrare, ma posso garantire che non mi attirano), non ne va per questo che non abbia provato cose strambe. Tanto da mangiare, quanto da bere.
In Cina le zuppe sono molto popolari a tavola e a volte dentro ci finiscono le cose più strane. Per dire anche solo alghe o carne non ben identificata. La più strana che ho assaggiato credo sia stata la zuppa all’aceto. Una parentesi: il concetto di zuppa implica non che la si mangi, bensì che la si beva. Così di solito i Cinesi a tavola non ordinano da bere quando c’è già la zuppa.

Detto ciò, oltre a zuppine varie, ho avuto modo di provare anche bibite diverse dai gusti più svariati. Ogni tanto la sfida con i miei compagni qui è provare a caso qualcosa dallo scaffale del supermercato e vedere chi becca prima qualcosa di letteralmente disgustoso.
A me è capitato con una bibita dal colore bordeaux scuro, che ho scoperto poi essere succo che sembrava estratto da una conserva di prugne acide. Non sono riuscita a ingerirne un sorso tanto puzzava. A parte le brutte sorprese che ci si va a cercare, è davvero sorprendente la varietà di bevande che si trovano qui.
Dai tè freddi più o meno zuccherati (verde, nero, al gelsomino, al latte, al pompelmo) alle bibite frizzanti (dall’acqua di rose, al malto, all’acqua salata) e ai succhi (dai frutti esotici, al mais, al biancospino) per dirne alcuni.

IMG_5445Sugli snack posso già dire meno, perché hanno un aspetto decisamente meno attraente, specie quando uno impara di che si tratta. Pare che in Cina siano molto amati quelli salati, croccanti e perché no piccanti: le vere hit sono la carne secca e i piedi di pollo, ma si trovano anche tofu, frutta candita e altro ancora. Al supermercato non mancano mai, spesso impacchettati singolarmente in mini porzioni che sembrano caramelle.

IMG_5447Ora veniamo alla parte più interessante. Mangiare al ristorante in Cina costa davvero poco per tasche europee: la sfida sta nell’essere in grado di leggere il menù (in caratteri), ma soprattutto di capire cosa contengono le varie portate. Fortunatamente molti ristoranti dispongono di menù con foto e traduzione in inglese del piatto, ma nel caso c’è da fidarsi solo delle foto. Nonostante sia successo molto di rado che trovassi qualcosa che non fosse di mio gusto, credo di non aver mai decifrato fino in fondo che cosa stessi mangiando.

Chiaro, la maggior parte degli ingredienti si distinguono nel piatto, anche se non è raro trovare tipi e tagli di carne particolari. Verdure e frutta ce ne sono in gran quantità e varietà, che in Europa non sono per forza conosciuti. Senza contare che le salse e i condimenti, che danno quel particolare sapore alla portata, non sono sempre ben identificabili. Tutto ciò fa sì che le pietanze della cucina cinese restino circondate da un alone di tradizione e che agli occhi stranieri sembrino portare con sé un segreto ben custodito.

Author: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi.

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