L’organizzazione cinese

“I cinesi riescono a fare un lavoro di 24 ore in due minuti e un lavoro di due minuti in 24 ore.”

Storie che si ripetono. Ma in Cina tutto sembra accadere per la prima volta. Quando si tratta di organizzare pare che i cinesi non ci riescano in termini proprio professionali: il che vuol dire per lo meno senza che qualcosa debba per forza andare storto.

Complice vuoi il mancato scambio di informazioni tra un ente e l’altro o la reticenza ad assumersi delle responsabilità, ogni processo organizzativo vede un qualche intoppo e ogni prassi burocratica viene effettuata con l’efficienza e la sicurezza di chi vi si approccia per la prima volta.

Problemi del tipo più disparato che chiamino più parti in causa non vengono mai discussi tra le parti coinvolte. E’ sempre un correre di qua e di là a cercare informazioni, per sentirsi immancabilmente dire cose diverse, quando non contraddittorie; e vedere un qualche impiegato scartabellare in mezzo a dei fogli senza raggiungere alcunché.

Da un lato vi è il problema di come le cose vengono organizzate, dall’altro di come si fa fronte agli inconvenienti che inevitabilmente poi emergono di conseguenza.

Per stare sul pratico: non sono né un manager per poter dire come un evento debba essere organizzato, né tantomeno un architetto o un ingegnere per avere idea di come un edificio possa essere progettato. Ma dopo che nell’ultima settimana non sono riuscita a dormire oltre le sette di mattina manco nei weekend, perché operai fin troppo diligenti erano già rumorosamente all’opera sotto la mia finestra, con lavori che si supponevano ultimati da tempo… Lì vorrei poter alzare un ditino (virtuale) e dire: ma era proprio necessario?

scatoleRimando alle mie storie di traslochi per dare un’idea di come una questione tipo quella dell’appartamento possa essere gestita. Dopo mesi di lavori di restauro che ci avevano fatto traslocare, ormai tre settimane or sono siamo stati fatti ritrasferire nello studentato in cui tuttora viviamo. Allora come oggi l’edificio è ancora lontano dall’essere ultimato. Continuiamo ad entrare dall’ingresso laterale perché la reception è inaccessibile, per non dire inesistente, l’ascensore non è ancora stato aperto, mentre per montare i condizionatori ancora non si accennano lavori. Anche se non si può dire che gli operai qui intorno se ne stiano con le mani in mano: peccato che lavorino quasi a cantiere aperto, trapanando e laminando diligentemente fin dal mattino presto, sette giorni su sette.

Questo da almeno due settimane, fuori e dentro l’edificio. Tutto per completare lavori alla svelta, sacrificando naturalmente la qualità del risultato. Spesso si migliora l’estetica delle cose, ma non la loro funzionalità: metà dei nostri nuovi lavandini a sensore è già andata. Si mettono toppe, ma non si lavora a fondo per costruire qualcosa che duri: piuttosto si disfa e rifà più e più volte, ma solo quando le cose proprio non vanno più.

In questo quadro non dovrebbe stupire che il tendenziale metodo di risoluzione problemi in Cina sia quello di non risolverli effettivamente, bensì di lasciare che si risolvano per quanto possibile da sé. Una mentalità tutta legata al Confucianesimo: piuttosto che agire, meglio lasciar fare al tempo il suo corso.

Così ne va che si cerchino soluzioni che, invece di intervenire direttamente alla fonte di un problema, per lo più accerchino solamente il danno, che quindi in genere continua a persistere.

Vedi come per una lampadina bruciata in camera si venga direttamente fatti spostare in un’altra stanza, invece di ripararla; o come per un rubinetto rotto in bagno si chiudano le tubature dell’acqua invece di montarne uno nuovo. La risposta degli impiegati a tutti i problemi d’ufficio è di farti tornare il giorno seguente o la settimana dopo, quando avranno forse più voglia di occuparsi del tuo problema. O per allora forse sarà venuta già fuori spontaneamente una soluzione. Oppure (il top) non sarà più lo stesso impiegato a doversene occupare.

Autore: Fiorella

Poliglotta e viaggiatrice improvvisata. Ho vissuto in Germania, Cina e Costa Rica. In questo blog racconto della mia vita a contatto con la cultura dei paesi in cui vivo, delle mie riflessioni ed avventure quotidiane e delle mie esperienze di viaggi. Attualmente in: Nicaragua

3 pensieri riguardo “L’organizzazione cinese”

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